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Speranze dalla Turchia: "Presto lo sblocco dell'export di grano"

Ankara fa sapere che sarebbe stato trovato un "consenso generale" creando un centro a Istanbul

A Berlino, dal summit mondiale voluto da Annalena Bearbock per mandare un "segnale" al G7 di Elmau, al via domenica prossima, sono piovute pesanti accuse al presidente russo Vladimir Putin: il leader di Mosca sta conducendo una "cinica guerra del grano" bloccando i porti ucraini. A stretto giro ha replicato però lo zar in persona, che ha accusato l'Occidente di alimentare un'atmosfera di "isteria" sulle esportazioni del grano. "La Russia non le sta impedendo", è l'affermazione rilanciata dalla Tass. E Mosca sarebbe pronta "a rispettare i suoi obblighi sulle forniture di energia e fertilizzanti", mentre l'aumento dell'inflazione dipende "dalle politiche macroeconomiche spericolate dei loro governi".

Non si è fatta attendere anche la replica di Medvedev. "La ministra Baerbock ha affermato che la Russia sta usando la fame come un'arma. È sorprendente ovviamente sentire questo da funzionari il cui Paese ha tenuto Leningrado sotto assedio per 900 giorni, dove quasi 700mila persone sono morte di fame", ha scritto su Telegram l'ex presidente russo e attuale vice segretario del Consiglio di sicurezza nazionale di Mosca.

DA ANKARA SPERANZE PER LO SBLOCCO DELL'EXPORT
Un po' di speranza è arrivata nelle stesse ore, da Ankara, che su questo drammatico nodo sta tentando una mediazione: sarebbe stato trovato un "consenso generale" per sbloccare l'esportazione del grano dai porti dell'Ucraina, secondo il ministro della Difesa Hulusi Akar. L'intesa verte sulla "creazione di un centro a Istanbul per le operazioni e la gestione sicura e ininterrotta di questa attività da parte dei soldati turchi, russi e ucraini insieme, oltre che con l'Onu". E nei prossimi giorni, ha aggiunto, "potrebbero esserci sviluppi positivi e si potranno adottare misure concrete".

LAVROV ATTACCA L'OCCIDENTE, LA NATO COME HITLER
L'ennesimo paragone col nazismo, usato dal principio per giustificare l'invasione dell'Ucraina, torna nelle parole del ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov. Questa volta per attaccare l'Occidente, reo di aver preso le difese di Kiev e di "preparare una guerra contro la Russia", mentre a Mosca il via libera alla candidatura di Kiev e Chisinau all'Ue suscita reazioni discordanti, tra dimostrazioni di indifferenza e accuse di "accaparramento geopolitico". 

Le candidature all'Ue "non sono una minaccia per Mosca", ha detto anche Lavrov. "Una tale politica di Bruxelles non ha nulla a che fare con i reali bisogni degli abitanti dell'Ucraina e dei Paesi Ue", ha aggiunto, denunciando appunto un "accaparramento geopolitico" per contenere la Russia. Insomma, a discapito di alcune dichiarazioni che vorrebbero dimostrare sicurezza e indifferenza, Mosca dà segnali di nervosismo e parte all'attacco. Come Hitler riunì all'inizio della Seconda guerra mondiale "un numero significativo di Paesi europei sotto le sue insegne per una guerra contro l'Unione sovietica", così oggi l'Ue e la Nato "stanno mettendo insieme una coalizione per, sostanzialmente, muovere guerra alla Russia", ha accusato Lavrov in una conferenza stampa a Baku

LA BATTAGLIA DI LUGANSK STA PER CONCLUDERSI
La battaglia del Lugansk sta per concludersi nel peggiore dei modi per gli ucraini. Le forze di difesa hanno ricevuto l'ordine di ritirarsi dagli ultimi avamposti di Severodonetsk, per evitare di essere accerchiati dai russi. Questa drammatica svolta sul terreno può preludere, nei prossimi giorni, anche alla caduta della città gemella di Lysychansk. E di ciò che resta della regione, che rappresenta la metà del Donbass. 

I sostanziali progressi dell'Armata di Putin sono confermati anche a Washington. Secondo l'intelligence americana, tali successi si devono al fatto che i comandi hanno imparato dagli errori commessi durante le prime fasi dell'invasione. Ora c'è un miglior coordinamento dei attacchi aerei e terrestri ed è migliorata la gestione della logistica e delle linee di rifornimento. E neanche le nuove armi fornite a Kiev, inclusi i lanciarazzi multipli americani Himars, dovrebbero cambiare l'evoluzione sul campo in tempi brevi: la loro portata è limitata (in termini di gittata e di numero di razzi in dotazione) perché gli Usa vogliono evitare attacchi in territorio russo, hanno riferito le stesse fonti alla Cnn.

Sul fronte meridionale la controffensiva è già partita da diverse settimane nella regione di Kherson, caduta in mano ai russi nei primi giorni dell'invasione. Nel capoluogo le nuove autorità fedeli a Mosca hanno denunciato l'uccisione di un funzionario dell'amministrazione in un attentato, con una bomba piazzata nella sua auto. La vittima era il capo del Dipartimento per le politiche giovanili, la famiglia e lo sport. E' la prima volta che i filo-russi hanno annunciato l'uccisione di un loro rappresentante, ma questi attacchi sono in aumento.

Combattimenti a Severodonetsk

ALLARME SANITARIO A MARIUPOL
La città, occupata dalle forze armate russe, è "sull'orlo di una catastrofe epidemiologica". Lo ha detto - riferisce il Kiev Independent - il sindaco Vadym Boychenko, aggiungendo che "la città è invasa da montagne di spazzatura indifferenziata, circa 9.000 tonnellate, e le condizioni igieniche sono precarie". "Si stanno diffondendo - ha aggiunto - malattie infettive, tra cui non escludo il colera e la dissenteria. In tutte le zone ci sono sepolture naturali e nessuna fognatura è funzionante. Inoltre non c'è acqua potabile. Tutto questo mette a rischio la salute dei residenti di Mariupol che si ritrovano in un vero e proprio ghetto".

Zelensky: 'La Russia vuole distruggere il Donbass. Accelerare la fornitura di armi'

 

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