Marche in bilico, caccia ai voti M5s e indecisi

Sfida Acquaroli-Mangialardi,con vittoria centrodestra sarebbe svolta

Marche in bilico per le regionali del 20 e 21 settembre: su otto candidati presidenti di Regione, la sfida è tra Maurizio Mangialardi, sindaco uscente Pd di Senigallia (Ancona) ed ex presidente di Anci Marche, per il centrosinistra, e Francesco Acquaroli, deputato di Fratelli d'Italia ed ex sindaco di Potenza Picena (Macerata) per il centrodestra. Il secondo è favorito in alcuni sondaggi con uno netto distacco, a cui fonti Pd rispondono con altri sondaggi che prefigurano un testa a testa. Su un punto però i sondaggi concordano: l'alto astensionismo e potrebbero essere quindi gli indecisi a fare la differenza. Se vincesse Acquaroli, sarebbe una svolta epocale per le Marche, regione governata dal centrosinistra, in varie composizioni, dal 1995. Un centrosinistra che non è riuscito a ricompattarsi per l'appuntamento con le urne e che non ha concluso l'alleanza, da molti auspicata, compreso il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, con M5s. I pentastellati presentano Gianmario (Gianni) Mercorelli, espresso dalle regionarie vari mesi fa e sostengono che una vera trattativa non è stata mai di fatto aperta dal centrosinistra e in particolare dal Pd. Che dopo essersi diviso sulla ricandidatura del governatore uscente dem Luca Ceriscioli, ha trovato una sintesi su Mangialardi, preferito ad altri possibili nomi esterni. L'ex presidente di Anci Marche corre sostenuto da sei liste; Pd, RinasciMarche (Verdi, civici e +Europa), Italia Viva-Psi-Demos-Civici, Il Centro, Mangialardi presidente e Marche Coraggiose (ex M5s e Art. 1).

La legge elettorale non prevede voto disginto ed è quindi caccia aperta ai voti pentastellati. A sinistra Mangialardi, sostenuto dalle Sardine, ha anche la concorrenza del filosofo Roberto Mancini, con la lista di 'sinistra etica' Dipende da noi e dalla Lista Comunista! che presenta Fabio Pasquinell. Tutto da verificare, però, il loro peso elettorale. Per Acquaroli, indicato mesi fa da Giorgia Meloni, è il secondo tentativo: è stato infatti candidato presidente nel 2015, ma con un centrodestra diviso.

Questa volta ha dalla sua una coalizione compatta, anche se ha dovuto attendere per mesi l'assenso del leader della Lega Matteo Salvini. Sei le liste che lo sostengono: Fdi, Lega, Forza Italia, Udc, Movimento per le Marche (nato per iniziativa della deputata ex M5s Rachele Silvestri) e Civitas Civici per Acquaroli. In lizza per la Regione Marche ci sono anche la sociologa Sabrina Banzato con Vox Italia Marche di Diego Fusaro, il medico Anna Rita Iannetti, con Movimento 3 V Vaccini Vogliamo Verità e Alessandra Contigiani con Riconquistare l'Italia, supportata dal Fronte Sovranista Italiano, che minaccia di chiedere l'annullamento delle elezioni, perché il suo nome, in base alla legge elettorale regionale, non compare nella scheda della circoscrizione di Ancona perché non è associato alla lista. 
   

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