• Alis, 5 miliardi per sostenibilità e 10.000 nuovi occupati
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Alis, 5 miliardi per sostenibilità e 10.000 nuovi occupati

Chiesta proroga Marebonus-Ferrobonus,De Micheli conferma risorse

ROMA ANSAcom

Le imprese della logistica e dei trasporti intermodali si concentrano sulla sostenibilità - sia ambientale che sociale - e cominciano a raccogliere i primi frutti del loro lavoro. Negli ultimi 3 anni, infatti, le società aderenti ad Alis (l'associazione della logistica e dell'intermodalità sostenibile) "hanno fortemente investito con fondi propri in sostenibilità: oltre 5 miliardi di euro per nuove navi, nuovi camion, nuovi treni, magazzini di ultima generazione e infrastrutture più moderne, per allinearsi rapidamente ai target imposti dalle normative europee". Parole del presidente di Alis, Guido Grimaldi, espresse durante l'assemblea generale 2019 dell'associazione a cui hanno partecipato, tra gli altri, anche la ministra delle Infrastrutture e Trasporti Paola De Micheli, il ministro per gli Affari Europei Vincenzo Amendola, il direttore di Srm Centro Studi e Ricerche per il Mezzogiorno Massimo Deandreis, l'ad di Invitalia Domenico Arcuri, il direttore dell'Osservatorio Conti Pubblici Italiani dell'Università Cattolica del Sacro Cuore Carlo Cottarelli, l'ad di Rfi Maurizio Gentile, il presidente di Svimez Adriano Giannola ed Emanuele Grimaldi amministratore delegato del Gruppo Grimaldi e vice presidente dell'International Chamber of Shipping.
Restando nell'ambito della sostenibilità ambientale, "stiamo portando avanti numerose iniziative mirate all'abbattimento delle emissioni di Co2, il particolato e l'anidride solforosa - ha detto Guido Grimaldi - arrivando addirittura a un quinto in meno rispetto ai limiti imposti dalla regolamentazione Imo 2020".
Nell'ultimo anno, grazie alle imprese associate, Alis "ha prodotto un risparmio complessivo per le imprese e per le industrie italiane o straniere che trasportano in tutta Italia e verso l'estero di circa 1 miliardo di euro all'anno, spostando 40 milioni di tonnellate di mezzi pesanti dalla strada al mare e 30 milioni di tonnellate di mezzi pesanti dalla strada al ferro, determinando una riduzione dei costi complessivi per l'ambiente di circa 1,7 milioni di euro a chilometro", ha fatto notare Grimaldi.
Le imprese del settore, però, sono attente anche alla sostenibilità sociale del loro lavoro e per questo "sono fiero di condividere i risultati degli investimenti sostenuti dai nostri associati in questi tre anni che hanno creato occupazione, dalla nascita di Alis ad oggi, per oltre 10.000 persone", ha aggiunto Grimaldi. In questo senso, l'associazione auspica che il Governo possa varare interventi in grado di "agevolare assunzioni stabili, facilitare l'ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, incentivare le aziende che creano nuove opportunità lavorative ed investono in tecnologie volte a garantire sostenibilità ambientale e sicurezza", ha continuato il presidente di Alis specificando che dalla nascita dell'associazione a oggi "abbiamo messo in piedi molte azioni per una crescita sempre più solida del comparto, facendo aumentare da una parte la fiducia verso il nostro settore e, dall'altra, attraendo le nuove generazioni verso le professioni trasportistiche e logistiche".
Al governo, poi, le imprese della logistica sostenibile hanno chiesto - come facevano già da tempo - soprattutto la proroga del Marebonus e del Ferrobonus. La risposta è arrivata direttamente dalla ministra delle Infrastrutture e Trasporti, Paola De Micheli, che dal palco dell'Auditorium Parco della Musica ha annunciato alla platea di settore che sul rinnovo dei due incentivi, per il prossimo biennio: "abbiamo costruito due emendamenti per la conversione della legge di bilancio che porteremo all'attenzione dei colleghi di governo con risorse che abbiamo trovato". I fondi che servono - circa 70 milioni - quindi ci sono, ora "mi auguro che durante la conversione della legge di bilancio le nostre proposte vengano accolte", ha specificato De Micheli.
Sulla scarsa dotazione infrastrutturale del Sud è, poi, intervenuto l'ad di Invitalia, Domenico Arcuri, definendola al contempo "causa ed effetto del permanere della distanza tra le due aree del nostro Paese". Ecco perché, secondo Arcuri, "bisogna necessariamente puntare allo sviluppo di corridoi plurimodali che vedano nella funzione portuale e nelle piattaforme logistiche i propri perni di sviluppo, punti nodali attraverso cui integrare i sistemi meridionali nell'organizzazione internazionale della produzione". Adeguate aree retroportuali e centri intermodali, ha concluso l'ad di Invitalia, "permetterebbero di individuare itinerari alternativi alla monomodalità stradale permettendo alle merci in arrivo dall'Asia di essere lavorate e di creare valore aggiunto nel Sud".
Il mare - ha poi spiegato il direttore di Srm Centro Studi e Ricerche per il Mezzogiorno Massimo De Andreis - pesa per il 37% negli scambi commerciali dell'Italia, per un valore di 253,7 miliardi. "Il Ro-ro con 109 milioni di tonnellate ha registrato le migliori performance incrementando i propri traffici del 3%, portando l'Italia ad essere la prima in Europa con una quota media (2013-2017) di mercato del 22% che si sta rafforzando", ha concluso De Andreis.

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