ANSAcom

Mostre: il genio di Escher, 200 opere a Trieste

Per la prima volta esposte xilografie su giorni della Creazione

TRIESTE ANSAcom

E' l'artista caro alle persone di scienza e le sue opere sono spesso usate per illustrare libri di matematica e geometria. Ma è anche amato dagli hippie, che prendendo spunto dai suoi disegni - con suo grande disappunto - hanno creato immagini iconiche, riprodotte in seguito anche su poster psichedelici, copertine di Lp e T-shirt. Un amore non corrisposto che però "contribuì più di altri fattori alla divulgazione delle sue opere". E' l'arte ipnotica di Maurits Cornelis Escher, inaugurata oggi al Salone degli incanti di Trieste.

In esposizione da domani fino al 7 giugno, "Escher" è un'antologia di circa 200 opere, che ripercorre il genio dell'artista olandese. Un percorso attraverso i suoi lavori più rappresentativi a cui si aggiunge, in esposizione per la prima volta al mondo, una sezione dedicata a "I giorni della creazione", un nucleo di sei xilografie realizzate tra il dicembre 1925 e il marzo 1926, che raccontano i primi sei giorni della Creazione del mondo. Un bianco e nero della creazione della Terra, primo giorno, fino a quella dell'uomo, sesto, in un percorso inedito esposto ora nella sua interezza.

In mostra, ancora, opere quali Mano con sfera riflettente (1935), Vincolo d'unione (1956), Metamorfosi II (1939) Giorno e notte (1938) e la serie degli Emblemata, che appartengono all'immaginario comune riferibile all'artista. La mostra - inaugurata oggi - è promossa in collaborazione dal Comune di Trieste, Arthemisia, Generali Valore Cultura e Promoturismo Fvg.
Curatore dell'esposizione è Federico Giudiceandrea.

Si parte dall'opera giovanile, quando Escher si avvicina al tema della tassellazione, intesa come metodo della divisione regolare del piano con intenti decorativi. "Siete davvero sicuri che un pavimento non possa essere anche un soffitto?", è la sua domanda che si pone.

Focus poi sui paesaggi italiani con vedute di Roma ritratta sia di giorno che di notte, sulla struttura dello spazio con le superfici riflettenti e le profondità e sulla riflessione sul mondo, che trova espressione nella Metamorfosi II. Infine una sezione dedicata ai paradossi geometrici, perché, come diceva l'artista, "solo coloro che tentano l'assurdo raggiungeranno l'impossibile".

In collaborazione con:
Generali

Archiviato in