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Libri: Toibin e il silenzio di scrivere su un’isola

XXII Premio Malaparte torna su isola con Ferrarelle

Capri (Napoli) ANSAcom

''Il silenzio spezzato dal vento, il fragore delle onde che si infrangono, il canto degli uccelli''. È ''La musica del silenzio'', quella che ovunque sia, probabilmente, risuona nei pensieri di Colm Toibin, scrittore irlandese acclamato in tutto il mondo, autore di romanzi come Brooklyn e La casa dei nomi, premiato oggi con il XXII Malaparte alla Certosa di San Giacomo. Classe 1955, cittadino del mondo (oltre che in Irlanda, Toibin ha vissuto in Spagna e negli Stati Uniti), molto impegnato sul fronte dei diritti, in particolare quelli del mondo LGBT, penna che nei suoi romanzi sa spaziare dalla storia d'Irlanda (Bad Blood: A Walk Along the Irish Border) all'incubo dell'AIDS (Il faro di Blackwater), dalla biografia romanzata di Henry James (The Master, ma ce n'è un'altra in arrivo sugli anni d'esilio di Thomas Mann) al mito classico dell'Orestea (La casa dei nomi), è proprio alla “musica del silenzio” e allo ''scrivere da un'isola'' che (su un'altra isola come Capri) Toibin ha voluto dedicare il tradizionale testo inedito per la consegna del Premio, svelando in anteprima alcuni brani da un suo racconto ancora incompiuto. Il protagonista Heinrich sta pensando di trasferirsi da Berlino in una piccola casa su un'isola, estremamente affascinato dai diversi ritmi che ha lì lo scorrere del tempo e della vita. Quasi un alter ego dello scrittore, Heinrich sogna una vita solitaria ''come i personaggi dei film di Ingmar Bergman'' e di ''scrivere fuori stagione'', ripercorrendo celebri citazioni da Goethe alle poesie di Elizabeth Bishop o lo scrittore Liam Flaherty.
Dopo tanti autori anglosassoni, come gli americani Richard Ford (l'anno scorso), Elizabeth Strout, Donna Tartt e l'inglese Julian Barnes, Colm Toibin è anche il primo scrittore irlandese premiato in ventidue edizioni del Malaparte.
''È un autore eclettico, portatore anche di tante battaglie a favore delle diversità e ha sposato in pieno lo spirito del premio'', racconta all'ANSA Gabriella Buontempo, che ha fatto rinascere il Malaparte, nato per iniziativa di sua zia Graziella Lonardi Buontempo, e lo ha riportato a Capri grazie a Ferrarelle spa. ''L'ambizione per il futuro - dice - è proseguire nella tradizione di questo clima gioviale e di dialogo, che si crea fra il vincitore, scelto sempre a livello internazionale, la giuria presieduta da Raffaele La Capria e gli amici del premio''.
''Per l'ottavo anno Ferrarelle conferma il suo sostegno al Malaparte, con grande orgoglio e convinzione - aggiunge il vicepresidente del gruppo, Michele Pontecorvo Ricciardi - Il premio è uno strumento a disposizione di quest'isola, Capri, che è uno scoglio bellissimo e amato, carico di cultura e tradizioni, ma che deve iniziare a ripensare il suo modo di offrirsi al mondo. E' per questo - aggiunge - che il Premio era stato fondato da Graziella Buontempo, per mantenere viva una fiamma di cultura e di ingegno, su un'isola bellissima, che purtroppo come tante altre bellezze dell'Italia è colpita dal turismo massificato. Sostenere il premio - conclude - per noi significa anche aiutare e proteggere e sostenere questo patrimonio''.

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Premio Malaparte

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