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Il Forum di San Pietroburgo

Cina Paese ospite. Italia presente con big impresa e Di Stefano

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Il mondo ha bisogno di "regole commerciali globali oneste e trasparenti" nonché di "una concorrenza sana ed equa". Il messaggio del presidente Vladimir Putin ha dato il via al conto alla rovescia per l'annuale Forum economico di San Pietroburgo, in programma dal 6 all'8 giugno.

Il paese ospite quest'anno è la Cina e i beninformati già parlano di una sfilza di accordi pesantissimi pronti per essere firmati. Insomma, nella capitale voluta da Pietro il Grande per piazzare la Russia saldamente in Europa Putin e Xi Jinping potrebbero una volta di più mostrare al Vecchio Continente i muscoli della nuova alleanza Mosca-Pechino. A suon di quattrini.
Il Forum, ha detto più benignamente lo 'zar', in questa edizione affronterà "i vari aspetti della digitalizzazione e delle sfide tecnologiche, i cambiamenti climatici e la crescente disuguaglianza sociale". L'Italia partecipa come ogni anno con una folta delegazione di imprenditori e amministratori delegati delle grandi industrie nazionali. Sono infatti attesi alla tavola rotonda Russia-Italia - tra gli altri - Snam, Maire Tecnimont, SACE, Leonardo e CoeClerici. Sul fronte politico ci saranno il governatore della Liguria, Giovanni Toti, e (probabilmente) il sottosegretario agli Affari Esteri Manlio Di Stefano. Il presidente Putin poi incontrerà i direttori delle più grandi agenzia di stampa internazionali - tra cui l'ANSA - per il consueto "scambio di vedute" sui temi più scottanti dell'agenda mondiale.

La presenza della Cina, ad ogni modo, rischia di far pendere l'ago della bilancia verso il tema dell'integrazione euroasiatica e delle interconnessioni infrastrutturali proprie dell'ormai onnipresente Nuova Via della Seta. "L'alleanza ormai strutturale fra Cina e Russia, in campo economico ma anche militare, per l'Europa rappresenta un'occasione da cui può trarre vantaggio", commenta Antonio Fallico, presidente di Banca Intesa Russia e dell'associazione Conoscere Eurasia, andando un po' controtendenza.

Uno scenario potenzialmente favorevole pure per l'Italia, al netto della contrazione delle esportazioni "nei primi mesi del 2019 del 5%". "L'Italia - incalza - ha 'multinazionali tascabili' a grandissimo tasso di innovazione tecnologiche e questo ci permetterebbe non solo di competere per i piani infrastrutturali della Russia, ma anche di andare in paesi terzi, alleandoci con partner russi, per partecipare alle commesse legate alla Nuova Via della Seta". Ecco, il Forum di San Pietroburgo è il teatro dove vanno in scena le prove di questo nuovo Grande Gioco fra est e ovest.

In collaborazione con:
Banca Intesa Russia

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