La parola della settimana è Pride

Quando un termine occupa le prime pagine dei giornali oppure lo troviamo particolarmente ostico, o semplicemente ci piace rifletterci un po' sopra

Alessandra Magliaro

Dopo PAURA e CRIPTOVALUTA, per la nuova rubrica "LA PAROLA" il termine scelto questa settimana è PRIDE. Quando un termine occupa le prime pagine dei giornali oppure lo troviamo particolarmente ostico, o semplicemente ci piace rifletterci un po' sopra, ci soffermeremo.

PRIDE : orgoglio, fierezza, auto rispetto. Il termine inglese è diventato sempre più uno di quei vocaboli che neppure più si traducono perchè acquisiti dalla nostra lingua quando sono inseriti in un preciso contesto: il genere sessuale, l'accettazione sociale dei diversi orientamenti sessuali, le rivendicazioni dei diritti civili. E' la parola della settimana non solo perchè nel mese di giugno in tutto il mondo ogni anno si svolgono colorate, esuberanti parate con carri allegorici da Berlino a Napoli, da Rio de Janeiro a Kiev ma anche perchè ricorrono quest'anno i 50 anni dai moti di Stonewall Inn da cui ebbe origine il movimento di liberazione omosessuale e il termine Pride, l'affermazione dell'orgoglio di essere gay, in un certo senso comincia proprio da lì, da ciò che accadde nella notte tra il 27 e il 28 giugno 1969 nel Village di New York.

LA STORIA DI STONEWALL INN

Nonostante tantissimi passi avanti, come le unioni civili, siano stati fatti nel mondo a partire dal 1969 l'elenco dei paesi in cui l'omosessualità è ancora reato è lunghissimo, sono un terzo del Globo, dall'India al Marocco, dall'Uganda al Brunei dove è prevista la lapidazione. E anche nei paesi dove non è reato, come il nostro, le aggressioni omofobe sono cronaca quotidiana. Ecco quindi che la parola PRIDE continua ad avere un significato di memoria storica ma è anche un termine vivo e contemporaneo. Non riguarda più solo gli omosessuali ma tutto il variegato mondo dell'identità e degli orientamenti sessuali.

Da Lgbtqi a queer ecco un vocabolario del PRIDE per un uso consapevole e corretto del linguaggio

Festa, orgoglio, rivendicazione ma anche inclusione: sono sempre di più le policy aziendali che sostengono gli omosessuali e quest'anno, volendo trovare differenze con il passato, persino la moda che molto spesso provoca e anticipa i comportamenti sociali ha scoperto l'arcobaleno, simbolo del Pride. E la cosa nuova è che non si tratta di abbigliamento 'ghetto': dalle sneakers alle maglie indossare accessori con il rainbow non sta ad indicare appartenenza ad un orientamento sessuale ma semmai unione e vicinanza.

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