La parola della settimana è Criptovaluta

Redazione ANSA

Dopo il debutto della scorsa settimana con la parola PAURA, per la nuova rubrica "LA PAROLA" il termine scelto questa settimana è CRIPTOVALUTA. Quando un termine occupa le prime pagine dei giornali oppure lo troviamo particolarmente ostico, o semplicemente ci piace rifletterci un po' sopra, ci si soffermeremo. 

                                 ===========================================================================

(di Corrado Chiominto)

Criptovaluta: l'etimologia della parola racconta molto. Cripto come primo elemento di una parola composta, significa 'uscuro', 'nascosto'. Il ricorso a questa denominazione per definire le monete virtuali, quelle che viaggiano su bit del computer e del telefonino, è dovuta al fatto che si basano su codici crittografati. La loro sicurezza è garantita da un sistema di protezione inattaccabile, attraverso una serie di calcoli complessi. L'inviolabilità del protocollo che sta alla base di queste divise è uno dei motivi che ha garantito il loro successo, a circa 10 anni oramai dal loro debutto.

La caratteristica di base di tutte le criptomonete è l'impalpabilità, con i relativi pro e i contro, ad esempio l'utilizzo per traffici non sempre leciti. Tanto da preoccupare le autorità monetarie. Non serve un portafoglio e, anche quando si parla di un contenitore 'virtuale', si parla di borsellino elettronico. Del resto, nella maggior parte dei casi, una criptovaluta è solo una serie numerica concatenata in modo immutabile sotto forma di 'blocchi di bit', uniti a formare un catena che viene certificata. E' questa la tecnologia 'blockchain' che, di fatto, rappresenta la piattaforma principale sulla quale le criptomonete si muovono.

Libra spinge criptovalute, Bitcoin a massimi



Tutto il processo legato a queste valute viaggia sul web: dalla creazione (che si chiama mining, proprio come se si trattasse di 'estrazione' di oro da una miniera) all'utilizzo. Qualcuno ha anche calcolato che la loro gestione ha un fortissimo costo energetico e ambientale, visto che richiede l'utilizzo in contemporanea di potenti computer in grado di dialogare tra loro.

La criptovaluta più famosa e diffusa è il Bitcoin, nata nel gennaio 2009, che nel concambio con le valute reali ha vissuto alti e bassi: arrivando a valere 19.800 dollari nel dicembre 2017 per poi scendere a 4mila dollari nel marzo 2019, per poi risalire ai 9mila dollari attuali.

Ma, come tutto quel che è innovazione, anche le criptovalute si evolvono. Al momento - facendo invidia agli ideatori dei minibot - ne esistono un migliaio. E già in rampa di lancio ne potrebbe arrivare una rivoluzionaria: è Libra, la moneta preannunciata per il 2020 da Facebook che punta al miliardo di persone che non hanno una banca e che promette di essere utilizzata sul proprio smartphone, per acquisti o per un trasferimento, con la stessa facilità con cui si invia una foto.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA