SPECIALE F1: 5 corone come Fangio, Hamilton nella leggenda

4/o posto in Messico vale ennesima corona per il britannico

Redazione ANSA

Ordine d'arrivo e classifiche del Gran premio del Brasile, 20/a prova del mondiale di Formula 1.

1. Lewis Hamilton (Gb/Mercedes) in 1'27'09''066
2. Max Verstappen (Ola/Red Bull) a 1''469
3. Kimi Raikkonen (Fin/Ferrari) 4''764
4. Daniel Ricciardo (Aus/Red Bull 5''193
5. Valtteri Bottas (Fin/Mercedes) a 22''943
6. Sebastian Vettel (Ger/Ferrari) 26''997
7. Charles Leclerc (Fra/Sauber) 44''199
8. Romain Grosjean (Fra/Haas) 51''230
9 Kevin Magnussen (Dan/Haas) 52''857
10.Sergio Perez (Mes/Force India) a un giro
11.Brendon Hartley (Nzl/Toro Rosso)
12.Carlos Sainz (Spa/Renault)
13.Pierre Gasly (Fra/Toro Rosso)
14.Stoffel Vandoorne (Bel/McLaren)
15.Esteban Ocon (Fra/Force India)
16.Sergey Sirotkin (Rus/Williams)
17.Fernando Alonso (Spa/McLaren)
18.Lance Stroll (Can/Williams)

- classifica piloti
1. Lewis Hamilton 383 punti campione del mondo
2. Sebastian Vettel 302
3. Kimi Raikkonen 251
4. Valtteri Bottas 237
5. Max Verstappen 234
6. Daniel Ricciardo 158
7. Nico Hulkenberg 69
8. Sergio Perez 58
9. Kevin Magnussen 55
10.Fernando Alonso 50
11.Esteban Ocon 49
12.Carlos Sainz 45
13.Romain Grosjean 35
14.Charles Leclerc 33
15.Pierre Gasly 29
16.Stoffel Vandoorne 12
17.Marcus Ericsson 9
18.Lance Stroll 6
19.Brendon Hartley 4
20.Sergey Sirotkin 1

- classifica costruttori
1. Mercedes 620 punti
2. Ferrari 553
3. Red Bull/Renault 392
4. Renault 114
5. Haas/Ferrari 90
6. McLaren/Renault 62
7. Force India/Mercedes 48
8. Sauber/Ferrari 42
9. Toro Rosso/Honda 33
10.Williams/Mercedes 7.

Il quarto titolo mondiale vinto nelle ultime cinque stagioni, il quinto della carriera, consacra definitivamente Lewis Hamilton nell'Olimpo dei grandi della Formula 1, il ristretto club di quelli che hanno fatto la storia di questo sport: da Manuel Fangio (anche lui a quota cinque) ad Ayrton Senna e Michael Prost, fino a Michael Schumacher, non più così lontano con le sue sette corone iridate.

Il pilota più 'cool' del circus - oggi 4/o nel Gp del Messico - ha conservato la Mercedes sul gradino più alto, costringendo i team avversari più ambiziosi - dalla Ferrari alla Red Bull - ad un'altra annata di cocenti delusioni, se si esclude una breve fase del mondiale in cui l'inglese ha avuto qualche passaggio a vuoto, ma più per una calo della vettura che per responsabilità sue. A 33 anni Hamilton, origini anglo-caraibiche, ha ormai superato tutte le insicurezze che, come egli stesso ha raccontato, avevano seguito la vittoria del primo titolo, nel 2008, al volante della McLaren.

Talento innato, con l'esperienza ha affinato le qualità che ne hanno fatto il campione solido e determinato che è oggi: stile di guida aggressivo, ma non sconsiderato, tenacia ed abilità nei sorpassi, velocità fin dai primi turni delle qualifiche. Dodici stagioni ad alto livello - non è mai sceso più giù del quinto posto nella classifica piloti - gli hanno insegnato a lasciarsi scivolare addosso la pressione che circonda la prima guida di un team di Formula 1, specie se quello della Mercedes, marchio che rappresenta dal 2013. Quando indossa il casco ed abbassa la visiera chiude fuori il personaggio un po' rockstar, a volte all'apparenza quasi leggero per quella passione per i social che lo porta ad aggiornare praticamente in tempo reale i suoi profili social.

Tanti i flirt attribuitigli dopo la fine della storia con la fidanzata 'storica', la cantante Nicole Scherzinger. Ma i suoi veri 'amori' sono Coco e Roscoe, due bulldog inglesi, inseparabili compagni e star del web al punto da avere un account personale su Instagram con oltre 140 mila follower. E poi la svolta vegana dello scorso anno, l'impegno per la difesa dell'ambiente, il ruolo da ambasciatore dell'Unicef a sostegno dei minori colpiti dalla malnutrizione, i riferimenti culturali, artistici e sportivi che non sempre i fan riescono a cogliere. Tra le sue tante sfaccettature, nel 2017 Hamilton non fece mancare il sostegno alla protesta anti-Trump degli sportivi statunitensi.

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