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Le proposte di Anci Umbria contro i rincari energetici

Voltaggio più basso, spegnimento a orario e a zone

(ANSA) - PERUGIA, 14 NOV - Abbassamento del voltaggio, spegnimento ad orario, spegnimento a zone e di palazzi e monumenti: sono in sintesi le proposte contenute in un documento di Anci Umbria per contrastare i rincari energetici e per muoversi in sintonia e in maniera condivisa creando delle linee guida a cui poi tutti i sindaci dovranno poi attenersi.
    Al fine di un nuovo confronto con i prefetti e non solo, il documento è stato illustrato durante un incontro a Perugia.
    Oltre ai sindaci, erano presenti alcuni parlamentari eletti in Umbria (Pavanelli, Ascani, Nevi, Caparvi), rappresentanti delle associazioni di consumatori e di categoria, il prefetto di Perugia Armando Gradone, il viceprefetto vicario di Terni Andrea Gambassi e il presidente della Fondazione umbra per la prevenzione dell'usura, Fausto Cardella. "Solo insieme le difficoltà possono essere affrontate, con spirito di unità e collaborazione" ha affermato il presidente di Anci Umbria Michele Toniaccini.
    Il documento fa seguito all'incontro sul tema del 5 ottobre scorso, tra i sindaci e i prefetti di Perugia e Terni. In quell'occasione un accordo non era stato trovato e quindi i soggetti coinvolti si sono ritrovati nuovamente a discutere con qualche prima proposta sul piatto.
    In premessa, Toniaccini ha ricordato che sono state stabilite a livello statale una serie di misure di finanziamento a tamponamento, grazie anche all'interessamento di Anci nazionale, "ma che, per la maggior parte dei casi, non saranno efficaci nell'immediato, quando costi energetici abnormi rischiano di creare serie conseguenze nei bilanci comunali a scapito dei servizi e d'altra parte anche un problema per quanto riguarda la sicurezza e l'ordine pubblico".
    In particolare, nel documento si propone di: abbassare la potenza dell'illuminazione dopo un orario stabilito; accendere l'illuminazione pubblica mezz'ora dopo e spegnerla mezz'ora prima per risparmiare un'ora ogni giorno; spegnere alternativamente i pali per l'illuminazione in modo da tenerne accesi solo una metà; spegnere l'illuminazione pubblica a parchi e giardini pubblici ogni notte ad un orario stabilito, eliminare momentaneamente l'illuminazione notturna a palazzi, statue, monumenti e altro tipo di opere non essenziali. (ANSA).
   

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