Rini, da Uv operazione squallida che sa di ritorsione

'Nessun bavaglio, mi hanno dato megafono'

"Quella che ho subito è un'operazione squallida, che sa tanto di ritorsione per le scelte politiche che ho fatto. Ma, fortunatamente, sono una persona libera, senza scheletri nell'armadio e non ho paura di questi metodi, che ricordano tanto tristi realtà". Così Emily Rini commenta l'avvio della procedura di recupero di 10 mila euro di rimborso politico, avviata nei suoi confronti dall'Union Valdotaine. "Si metta il cuore in pace, chi pensava di mettermi così il bavaglio, perché semmai mi ha fornito un megafono. Comunque stiano tranquilli, coloro che hanno ordito questa bassezza, perché - come sempre - onorerò gli impegni presi", aggiunge Rini.

"Ho sempre onorato i miei impegni con l'Union Valdôtaine, e proprio nel maggio scorso avevo risposto al movimento, dichiarando che intendevo continuare a farlo, versando già all'epoca una quota, ma a seguito del procedimento della Corte dei Conti mi sono ritrovata ad avere il mio conto corrente e tutti i miei beni bloccati e quindi non utilizzabili", prosegue Emily Rini. "Tale procedimento - aggiunge - è nato da un voto che avevo espresso in Consiglio regionale in quanto unionista, per questo avevo chiesto la cortesia di attendere la definizione del giudizio. Proprio per questo pensavo di meritare un po' più di rispetto dal movimento, che ho sempre rispettato, anche nel momento in cui ne sono fuoriuscita". "Negli anni in cui ho rappresentato l'UV in Consiglio regionale, ho versato oltre 100 mila euro nelle sue casse, oltre alle spese per le campagne elettorali. A questo punto, - dichiara ancora Rini - mi piacerebbe sapere se questo provvedimento sia stato recapitato soltanto a me o anche agli altri colleghi attuali e delle scorse legislature - eletti nelle fila dell'UV - che non versano o che non hanno versato regolarmente al movimento. Per ulteriore chiarezza, occorre sottolineare che stiamo parlando di versamenti su base volontaria". Secondo Rini "sarebbe interessante sapere come mai tra i contributori dell'UV - come si può facilmente verificare in rete - risultino presidenti e amministratori nominati nelle società partecipate regionali, circostanza probabilmente lecita ma quantomeno inopportuna e anomala".
   

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