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Cgia, nei Comuni 14,5 mld di spese per la burocrazia

Studio per forum Asmel, soffrono soprattutto i piccoli municipi

(ANSA) - VENEZIA, 20 GIU - La burocrazia "soffoca" anche i Comuni, soprattutto quelli di piccolissima dimensione, e i cittadini devono sostenere un costo aggiuntivo pro capite pari a 251 euro all'anno, che, in termini complessivi, sfiora i 14,5 miliardi di euro. Lo afferma l'Ufficio studi della Cgia di Mestre (Venezia), in uno studio svolto per contro dell'Asmel (Associazione per la Sussidiarietà e la Modernizzazione degli Enti Locali) in occasione del Forum annuale di oggi a Napoli, dal titolo "Centralismo e Burocrazia: il freno dell'Italia".
    Sebbene negli ultimi anni l'incidenza delle spese per i servizi generali, amministrativi e di gestione sulla spesa corrente sia leggermente in calo, nel 2020 (ultimo anno in cui i dati sono disponibili), si è attestata al 27% (-1,1% rispetto al 2016). Le amministrazioni comunali più piccole (fino a 5.000 abitanti) registrano il costo più elevato (344 euro pro capite); seguono i municipi con oltre 60 mila abitanti (259 euro) e quelli con classi demografiche intermedie (238 euro per i Comuni tra i 5 e i 10 mila abitanti, 212 fra i 10 e i 20 mila e 208 fra i 20 e i 60 mila).
    A livello territoriale, a soffrire maggiormente il peso dell'oppressione burocratica sono le realtà amministrative ubicate nelle regioni del Mezzogiorno: Basilicata con il 34,6% (152 milioni annui), Molise con il 34,5% (93 milioni), Sicilia con il 33% (973 milioni) e Calabria con il 32,8% (513 milioni).
    La minore incidenza è in Puglia con 24,7% (738 milioni), Lombardia con il 24% (2,1 miliardi) e il Lazio con il 22,6% (1,5 miliardi). (ANSA).
   

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