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Barbareschi, un film da Mamet su follia del politically correct

Dirigerà Il penitente.Produce e recita in The Palace di Polanski

(ANSA) - ROMA, 05 SET - A inizio gennaio 2023 uscirà The Palace, il nuovo film di Roman Polanski, da lui coprodotto, e nel quale ha una parte da attore, "e fra due mesi inizio a girare il mio nuovo film da regista, oltre che da produttore, scritto da David Mamet, 'Il penitente', che gireremo tra New York e Roma con un cast internazionale che non posso ancora annunciare. Una storia necessaria perché è sulla follia del politically correct e su una vicenda realmente accaduta. Parla di un uomo totalmente distrutto, anche se non ha fatto nulla, dalla macchina del politicamente corretto". Lo dice all'ANSA Luca Barbareschi parlando dei progetti di Eliseo Entertaiment - Moving Emotions. Il film di Polanski, prodotto dalla società di Barbareschi con Rai Cinema, in coproduzione con Lucky BOB (Polonia), CAB Productions (Svizzera) e RP Productions (Francia) è un commedia nera ambientata, si legge sul sito ufficiale, il 31 dicembre 1999 al Palace Hotel, sontuoso castello nelle Alpi Svizzere, dove convergono ospiti ricchi, viziosi e viziati accolti da una schiera di camerieri, facchini, cuochi e receptionist. La sceneggiatura è stata scritta dal regista insieme a Jerzy Skolimovski e a Ewa Piąskowska. Nel cast, Oliver Masucci, Mickey Rourke, Fanny Ardant, John Cleese, Fortunato Cerlino e lo stesso Barbareschi (già fra gli attori e coproduttore di L'ufficiale e la spia). "E' stata un'esperienza bellissima, unica, molto divertente - aggiunge - ma non posso anticipare nulla". Per quanto riguarda 'Il penitente', nato come testo teatrale di Mamet, già portato in scena da Barbareschi, "David ha scritto anche una sceneggiatura strepitosa su un uomo che si rifiuta di trasformare il suo lavoro di psicanalista in un'attività da delatore. Il film sarà un'avventura molto grossa, prodotta con Rai Cinema. L'inizio riprese sarà il primo novembre". Ogni sette o otto anni "mi scelgo un progetto di cui firmare la regia.
    Questo è un film che voglio seguire io, perché rispecchia ogni mio pensiero, ogni virgola, ogni rabbia che ho dentro. La follia a cui ci siamo piegati. La fine del pensiero occidentale dovuta alla woke culture e cancel culture, che sono veramente una tragedia". (ANSA).
   

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