Borgo Val di Taro

Emilia-Romagna

Borgo Val di Taro (spesso chiamato Borgotaro; Borgtär in dialetto parmigiano, Bùrgu nel dialetto locale) è un comune italiano di 7.185 abitanti della provincia di Parma. Storia Nella romanità La valle del Taro, in epoca preromana, era abitata dai Liguri velleiati. Con l'estendersi dell'occupazione di questi territori da parte dei Galli prima e dei Romani poi, i Liguri si attestarono nella Liguria propriamente detta dopo una strenua difesa sui monti dell'Alta Val Taro. La resistenza dei liguri velleiati fu vinta nel 157 a.C. dalle legioni romane al comando del proconsole Mario Fulvio Nobiliore, in uno scontro che avvenne, pare, attorno al monte Penna (m. 1735). Durante l'epoca barbarica la Valle del Taro fu occupata dai Longobardi fin dall'epoca dell'invasione in Italia o almeno dal regno di Agilulfo. Nel Medioevo Tra il VIII e il X secolo anche nell'area dell'alta valle del Taro, così come in molte zone di transito, sorsero i monasteri colombaniani detti regi perché beneficiavano delle donazioni imperiali. Questi monasteri avevano giurisdizione su vasti territori e proprio dall'Abbazia di San Colombano di Bobbio, fondato da San Colombano, dipendeva Torresana, antico nome di Borgo Val di Taro. La corte di Torresana era uno dei più vasti e redditizi possessi del monastero bobbiense e fu divisa dai frati in 47 livellari dai quali la comunità colombaniana percepiva redditi non solo dalle attività agricole e pastorali, ma anche dal transito di merci e persone tra la pianura padana e le città di Genova e Lucca. Intorno all'anno mille i Platoni e i Lusardi (Luxiardus de Platis), tra i più potenti livellari dell'Alta Valle del Taro, mal sorvegliati dal monastero di Bobbio, cominciarono a considerare le terre ed i proventi affidati loro in gestione, come beni propri e a suddividerli tra gli eredi dai quali ebbero origine nuove famiglie che faranno la storia di Borgo Val di Taro e d'intorni. Un probabile imparentamento dei Platoni con i Malaspina favorirà l'espandersi di questa potente famiglia nel valtarese. I Platoni, impossibilitati a controllare le terre di cui erano signori, nella prima metà del XII secolo, giurarono fedeltà e vassallaggio al Comune di Piacenza adottandone leggi e statuti che regoleranno la vita della comunità borgotarese anche nei secoli futuri. Burgus Vallistari, di parte guelfa rimane nell'orbita di Piacenza, anch'essa guelfa, fino al 1317 quando Galeazzo I Visconti divenne signore di tutto il vescovado piacentino. Da quel momento è tutto un susseguirsi di signorie che esercitano il loro potere in nome del Duca di Milano o contro di esso: la Chiesa di Giovanni XXII, Francesco Scotti, Azzo Visconti, Borromeo dei Borromei, i Piccinini, i Landi. Nel XIII secolo fa la sua comparsa nel valtarese la potente famiglia genovese dei Fieschi che per tutto il Quattrocento e il Cinquecento contenderà alla famiglia piacentina dei Landi il potere sulla Repubblica di Borgo Val di Taro, lasciando evidenti segni di buon governo come attestano i numerosi capitoli tra i Fieschi e la Comunità di Borgo Val di Taro. I Fieschi abbandoneranno definitivamente il Borgo nel 1547 dopo la fallita congiura di Gianluigi Fieschi contro la Repubblica di Genova (per la verità contro Andrea Doria) a cui parteciparono molti borgotaresi e pontremolesi. In età moderna Con i Fieschi fuori gioco, i Landi rientrarono in Borgo Val di Taro assumendo verso la nobiltà locale e la popolazione un atteggiamento vessatorio che portò alla loro cacciata il 23 febbraio 1578. Del fatto approfittò il Duca Ottavio Farnese che occupò il Borgo in aperto contrasto con l'imperatore. Nel 1636 truppe imperiali entrarono in Borgo Val di Taro e restituirono il borgo al Doria marito di Polissena Landi, ultima erede della famiglia. Su iniziativa del Papa Urbano VIII il Doria/Landi dovette restituire il borgo al duca Farnese nel 1646 e, da quell'anno, Borgo Val di Taro entrò nel Ducato farnesiano. I Farnese lasciarono a Borgo Val di Taro un buon grado di autonomia e, nonostante la perdita dell'aureola di principato posseduta con i Landi ed i Fieschi, la società borgotarese continuò a ben svilupparsi considerata la natura montuosa e poco accessibile del luogo. Continuarono a fiorire le arti meccaniche e liberali e si rafforzò una componente di nobiltà da sempre esistente, una nobiltà civica strettamente connessa con la detenzione e l'esercizio del potere cittadino. Nacque così quell'élite cittadina che costituì una classe sociale separata dalle altre, selezionata per prestigio e ricchezza e che comprendeva le famiglie dei Bertucci, Boveri, Capredasca, Cassio, Celio, Costamezzana, Costaerbosa, Fenaroli, Ena (o Hena), Leonardi, Lusardi, Manara, Menaglioto, Misuracchi, Piccenardi, Platoni, Rugali, Ruinaglia, Tardiani. Nel 1802 con la morte del Duca Ferdinando e passando suo figlio Ludovico a governare l'Etruria, il Governo del ducato restò vacante. Ne approfittò Napoleone che introdusse le leggi francesi, pose il ducato nel dipartimento degli Appennini, sotto la prefettura di Chiavari e la sottoprefettura di Pontremoli. Durante il Risorgimento Dopo la sconfitta di Napoleone, Parma, Piacenza, Guastalla e quindi anche il Borgo, passarono sotto il governo di Maria Luigia. In queste zone fu dato grande impulso ai moti carbonari del 1821 e 1831 e furono tentati moti insurrezionali sotto il governo di Carlo II di Borbone,successore di Maria Luigia Duchessa di Parma, costretto all'esilio durante la prima guerra di indipendenza, ma rientrato a Parma dopo la sconfitta di Novara. Nel 1859 avvenne l'annessione dell'Emilia al Piemonte e da quel momento la storia di Borgotaro entra a far parte della storia nazionale. Nelle ultime due guerre Gli uomini di Borgotaro parteciparono alle due guerre inquadrati nelle divisioni di fanteria e soprattutto nei reggimenti alpini delle divisioni Julia e Tridentina seguendo le sorti di quei combattenti sulle vette del Carso o in terra di Russia. Dopo l'8 settembre 1943 sui monti della Val Taro si organizzò un movimento di resistenza che vide impegnati partigiani, tedeschi e repubblichini di Salò in azioni di attacco e rastrellamento che insanguinarono la Valle; a quelle vittime si aggiunsero quelle dei bombardamenti alleati. Per la sua partecipazione alla Guerra di liberazione, Borgo Val di Taro è stata insignita della Medaglia d'oro al valor militare nel 1983, dall'allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini. Geografia Borgo Val di Taro si trova in una conca circondata da monti lungo il corso del fiume Taro. Clima Demografia Abitanti censiti Cultura Feste, fiere e sagre Carnevale di Borgotaro Fiera del Fungo di Borgotaro IGP Fiera della castagna Sagra della Madonna del Carmine Cucina Fungo di Borgotaro La zona di Borgo Val di Taro è rinomata per i suoi pregiati funghi porcini che si fregiano del marchio I.G.P. (indicazione geografica protetta) della Comunità europea. Alcune importanti specialità gastronomiche sono: gli amor (dolcetti tipici della valle), piatti a base di funghi, cinghiale e polenta. Torta d'erbe Una specialità gastronomica tipica di Borgo Val di Taro è la "torta d'erbe" da non confondere con l'erbazzone reggiano o con le altre torte cucinate nei paesi limitrofi. La ricetta della "torta d'erbe" è unica: erbette, sale, olio extravergine d'oliva, parmigiano reggiano, il tutto racchiuso da due sottili lembi di sfoglia fatta a mano. Amor Gli "amor" (non amour) sono un dolce tipico di Borgo Val di Taro. È un'eredità lasciata dai fratelli Steckli, rinomati pasticceri svizzeri che si stabilirono in paese in tempi lontani. Successivamente, uno dei fratelli si trasferì a Pontremoli ed è per questo motivo che, ancora oggi, si possono gustare questi deliziosi dolcetti anche in Lunigiana. Luoghi d'interesse Visitando il Borgo si possono vedere: parte del castello (solo parte della torre), il monumento a Elisabetta Farnese, la chiesa parrocchiale di Sant'Antonino (1200 ca, nella quale è presente un organo Serassi del 1795, completamente restaurato e funzionante, considerato uno dei più preziosi organi al mondo), la chiesa di San Domenico, la sede della Comunità Montana (nell'edificio che ospitava l'ospedale), l'arco di Porta Farnese, Palazzo Boveri (che ospitò Elisabetta Farnese) ed il borgo medievale rimaneggiato in stile barocco. Interessante anche la Via Francigena che passa dal comune di Borgotaro. Geografia antropica Frazioni Banca, Barca, Barzana di Sotto, Baselica, Belforte, Bissaio, Boceto, Bozzi, Brattesini, Brunelli, Caffaraccia, Cà Franchi, Caprendino, Case Maroni, Casembola, Case Scodellino, Case Vighen, Casoni, Ca' Valesi, Cavanna, Cianica, Colombaia, Corriago, Costadasi, Frasso, Galla, Ghiare, Giacopazzi, Grifola, Il Mulino, Il Poggio, La Costella, Laghina, Lavacchielli, Le Querciole, Le Spiagge, Magrano, Meda, Monticelli, Ostia Parmense, Poggio, Pontolo, Porcigatone, Pozzo, Roccamurata, Rovinaglia, San Martino, San Pietro, San Vincenzo, Tiedoli, Tolara, Tombone, Valdena, Valleto Infrastrutture e trasporti Strade e autostrade Lungo l'autostrada A 15 Parma-La Spezia si trova lo svincolo di Borgotaro, che però in realtà sorge presso la località Ghiare di Berceto ed è distante alcuni chilometri dal paese (circa 25 km) Il centro abitato è attraversato dalla Strada Statale 523 del Colle di Centocroci che collega Berceto con la Riviera Ligure. Ferrovie Il paese è dotato di una stazione ferroviaria lungo la linea Pontremolese. Gemellaggi Borgo Val di Taro è gemellata con: Charenton-le-Pont (Francia) Vila de Cruces (Spagna) Aprica (Italia) Persone legate a Borgo Val di Taro Ermanno Stradelli, esploratore e linguista Antonio Beccarelli, presbitero e matematico Eugenio Bersellini, calciatore ed allenatore Marcello Gazzola, calciatore Marco Predolin, conduttore televisivo Gianfranco Benvenuti, allenatore di pallacanestro Bruno Aragosti, musicista Bruno Raschi, giornalista sportivo e vicedirettore della Gazzetta dello Sport Sergio Brugnoli, dirigente organizzazione del Giro d'Italia e dei maggiori giri ciclistici Cecilia Molinari, campionessa italiana 100 metri piani Bruno Bertagna, arcivescovo James Gandolfini, attore Michele Finardi, fondatore di TeeTee e ideatore de "l'ultimissimo" Amministrazione Onorificenze Il Comune di Borgo val di Taro è tra le Città decorate al valor militare per la guerra di liberazione perché è stato insignito della Medaglia d'oro al valor militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale. Sport Ciclismo Per due volte Borgo Val di Taro è stata sede di arrivo di una tappa del Giro d'Italia, la prima nel 1987, l'ultima nel 1993. Tappe del Giro d'Italia con arrivo a Borgo Val di Taro Basket Borgo Val di Taro vanta una prestigiosa tradizione cestistica. L'A.S. Valtarese Pallacanestro è infatti una delle più antiche società cestistiche a livello nazionale, e vanta gloriosi trascorsi in serie A. Anche a livello femminile la tradizione cestistica valtarese è mantenuta particolarmente viva, con il Basket Club Valtarese 2000 che milita attualmente nel campionato nazionale di Serie A2 e si è aggiudicato nel 1999, 2001 e 2002 il titolo di Campione d'Italia Juniores. Torneo "Memorial Carlo Capitelli" Nato nel 2007, il torneo di pallacanestro "Memorial Carlo Capitelli" è l'evento sportivo principale di Borgo Val di Taro. Intitolato ad uno dei cestisti più celebri della storia del paese valtarese, solitamente si svolge nel primo o nel secondo week end di luglio. Piazza Verdi, una delle piazze principali del paese, durante i giorni della manifestazione viene adibita a campo da basket all'aperto. Calcio Le squadre di calcio di Borgo Val Di Taro sono due: A.S.D. Valtarese Calcio che nella stagione 2006/2007 ha disputato, per la prima volta nella sua storia, il campionato regionale di Eccellenza dell'Emilia-Romagna. Il campo di gioco è il campo "Luigi Bozzia". Nella stagione 2007/2008 A.S.D. Valtarese Calcio disputa il campionato di Promozione dell'Emilia-Romagna in seguito alla retrocessione nella precedente stagione sportiva. S.S.D. Borgotaro Calcio che nella stagione 2007/2008 disputa per il quarto anno consecutivo il campionato regionale di Prima Categoria dell'Emilia-Romagna. Il campo di gioco è il campo "Bruno Capitelli". Le due squadre però successivamente si uniranno creandone una unica. Note ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2013. ^ Per la lingua ligure, il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 91. ^ Guglielmo Capacchi, Dizionario Italiano-Parmigiano. Tomo II M-Z, Artegrafica Silva, pp. 895ss ^ Statistiche I.Stat - ISTAT; URL consultato in data 28-12-2012. ^ Scheda sul sito del Quirinale Voci correlate Taro (fiume) Val di Taro Provincia di Parma Riserva naturale regionale dei Ghirardi Altri progetti Commons contiene immagini o altri file su Borgo Val di Taro Wikivoyage contiene informazioni turistiche su Borgo Val di Taro Collegamenti esterni Borgo Val di Taro in Open Directory Project, Netscape Communications. 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