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Giro: la Presentosa 'ingioiella' la Maiella

(ANSA) - CHIETI, 14 MAG - Ciclismo, ma anche artigianato e cultura: ad attendere l'arrivo della tappa di domani del Giro d'Italia, sulla Maiella, in località Mammarosa di Pretoro, ci sarà un'opera di Land Art che riproduce la 'Presentosa', un gioiello settecentesco che viene tuttora realizzato dagli orafi artigiani dell'Abruzzo, un pegno d'amore che ricorda i rosoni delle cattedrali abruzzesi.
    Collocata sulla 'Maiella Geopark', di recente proclamata GeoParco Mondiale Unesco, l'installazione in legno, che ha un diametro di dodici metri, è nata da un'idea di Antonio Corrado ed è stata realizzata in legno dal Maestro Francesco Carullo in stretta sinergia con il Club per l'Unesco di Chieti, l'Ente Mostra Artigianato Artistico Abruzzese, il Comune di Pretoro e grazie alla collaborazione del Parco Nazionale della Maiella.
    "La Presentosa ingioiella la Maiella per accogliere l'arrivo del Giro d'Italia - dice Cinzia Di Vincenzo, presidente del Club per l'Unesco di Chieti. L'opera installata vuole essere un dono alla Montagna Madre, riconosciuta patrimonio Mondiale Unesco, ornata a festa con il gioiello più bello per accogliere il Giro e farsi conoscere in ogni luogo, grazie alle riprese degli elicotteri al seguito per la radiocronaca. L'Ente Mostra dell'Artigianato Artistico Abruzzese ha ritenuto di voler curare la realizzazione di questo importante manufatto, con la speranza che venga recepita la rilevanza di avere in Abruzzo un marchio di qualità che contraddistingua l'artigianato artistico, e si occuperà dell'installazione del manufatto sapientemente realizzato con le nuove tecnologie digitali dal Maestro Francesco Carullo. La Presentosa ha due cuori: un binomio d'amore come montagna e mare, uomo e ambiente, arte e natura. Un gioiello che evoca la grandiosità dell'arte orafa abruzzese, che ha visto grandi interpreti e maestri come Nicola da Guardiagrele, un gioiello che lega alla sacralità di un pegno d'amore, la sacralità dei rosoni delle nostre cattedrali. Un dono come pegno a pazientare il sicuro ritorno dalla lunga transumanza - conclude Di Vincenzo. Ricordiamo, infine, la descrizione che ne fa Gabriele d'Annunzio nel "Trionfo della morte", testo che descrive il promontorio sul Trabocco del Turchino a San Vito Marina: "Portava agli orecchi due grevi cerchi d'oro e sul petto la Presentosa: una grande stella di filigrana con in mezzo due cuori". (ANSA).
   

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