Responsabilità Editoriale Gruppo Italia Energia

Più efficienza di imprese e sistema Paese contro la crisi energetica

Aumentare di 10 miliardi di m3 di gas naturale le estrazioni nazionali porterebbe a un risparmio di emissioni globali per circa 3 milioni di tonnellate annue di CO2. L'analisi degli Amici della Terra alla XIV Conferenza (articolo di Canale Energia)

Canale Energia - “In Italia, 15 anni di sussidi e di attenzione quasi esclusiva allo sviluppo di fonti rinnovabili intermittenti hanno consentito, nel 2021, di coprire solo il 3,4% dei consumi finali di energia (1,79 Mtep di eolico e 2,14 Mtep di fotovoltaico)” sottolinea Monica Tommasi la presidente degli Amici della Terra in apertura della XIV Conferenza nazionale per l’efficienza energetica, che si sta svolgendo oggi e domani a Roma. Uno sforzo che si è rivelato inutile di fronte all’emergenza energetica e poco incisivo rispetto a quella climatica. Ma soprattutto quello che sorprende è che con un impegno interno nelle trivellazioni si sarebbe potuto ottenere di più. L’Associazione infatti ha stimato che “negli ultimi anni, con una maggiore produzione annua nazionale di 10 miliardi di m3 di gas naturale (e quindi una eguale quantità annua di minori importazioni di gas naturale), si sarebbero evitate a livello globale emissioni climalteranti per circa 3 milioni di tonnellate annue di CO2 equivalente indotte dai consumi dell’Italia (di cui un metà da mancate emissioni di metano e metà da mancate emissioni di CO2)“. Si tratta di un valore calcolato sulla base delle stime del rapporto ISPRA che verrà presentato nella 4a sessione della Conferenza domani pomeriggio, spiega la Tommasi.

Un quadro su cui l’ambientalismo realista, come lo definiscono gli Amici della Terra, non può che farsi delle domande. Per dirla con le parole di Chicco Testa intervenuto nel corso della mattinata “Qual è l’obiettivo che ci dobbiamo porre? Sostenere questa o quella tecnologia o la riduzione della CO2? In questo caso devo trovare la tecnologia più veloce ed economica per farlo. E le politiche messe in campo ad oggi hanno dimostrato che hanno fallito“.

Una scelta che deve guardare anche a cosa sta accadendo nel mercato come sottolinea il giornalista del Corriere della Sera Federico Fubini che intervenuto nel dibattito ha fatto presente come la politica dei sussidi industriali che sta portando avanti il presidente degli Stati Uniti di America Biden stia portando via imprese, anche green, dall’Europa. Un’azione che rasenta la concorrenza sleale e che al momento resta impunita ma su cui la Germania sta prendendo contromisure. L’Europa e soprattutto l’Italia non ancora.

Servono materie prime per la transizione green

Altro tema sono le materie prime necessarie alle tecnologie verdi, di cui Brussato sottolinea mancano le materie prime necessarie per questa transizione. L’Europa si troverebbe a intercorrere in un’altra forma di dipendenza dall’estero. Poco fanno le politiche di economia circolare in corso in Europa come spiega Brussato nel video che segue, il rame che è una delle risorse più preziose e raggiunge solo il 17 % di recupero. La soluzione quindi è pensare ora a come recuperare le materie prime necessarie per le tecnologie che stiamo implementando. “Pensare a come integrare tali risorse nella filiera produttiva è necessario e va fatto da subito” spiega a Canale Energia Giovanni Brussato, ingegnere minerario Amici della Terra (nel video il commento completo).

Il ruolo dell’efficienza energetica

Non manca un richiamo al rapporto annuale dell’Agenzia Internazionale dell’Energia “Energy Efficiency 2022” uscito venerdì 2 dicembre da cui sottolinea Tommasi  si evidenzia “un forte aumento degli investimenti in efficienza energetica (+16% rispetto al 2021). Ciò, secondo la IEA, ha prodotto una conseguente accelerazione del tasso di miglioramento dell’intensità energetica globale che, nel 2022, dovrebbe raggiungere il 2% quadruplicando il suo valore dopo essere rimasto fermo a 0,5% negli ultimi anni”. Si tratta di dati che confermano come, rimarca la Presidente degli Amici della Terra, “anche in Italia, questo è il momento mettere in campo strumenti adeguati di promozione dell’efficienza energetica per sostenere famiglie e imprese” .

Un potenziale, quello dell’efficienza, che il presidente Enea Gilberto Dialuce, sottolinea può rappresentare una chiave di volta centrale per imprese e cittadini. “Ci sono 3,8 milioni di imprese in Italia che potrebbero fare importanti passi in avanti grazie all’efficienza energetica di recupero di produttività e competitività”, soprattutto per le Pmi verso cui l’Enea sta mettendo a disposizione mezzi che facilitino sempre di più la diagnosi energetica, nel video il commento completo.