Recovery: Motus-E, mancano interventi su mobilità elettrica

"La Germania nel suo Recovery ha sostenuto industria nazionale"

Redazione ANSA ROMA
(ANSA) - ROMA, 27 APR - "Sulla mobilità sostenibile, e in particolare quella elettrica, sembrano mancare interventi a sostegno della domanda e dell'offerta. Sulla prima non c'è alcun elemento, sull'offerta si può immaginare una modulazione sulle voci a beneficio dell'industria. La domanda non è solo un sostegno a chi deve acquistare un'auto elettrica, ma è anche un supporto all'industria che deve vendere, soprattutto all'industria nazionale italiana che sta puntando inesorabilmente sull'elettrico". Lo dice all'ANSA Dino Marcozzi, Segretario generale di Motus-E, l'associazione italiana che raggruppa oltre 60 stakeholder del mondo automotive, energia e servizi per la mobilità elettrica.

"Germania, Francia e Spagna hanno inserito il sostegno alla domanda all'interno del loro Piano nazionale di ripresa e resilienza - spiega ancora Marcozzi -. I tedeschi stanno adottando un Pnrr di soli 29 miliardi, e all'interno di questo dedicano 2,5 miliardi a sostegno degli acquisti di auto elettriche e ibrido plug in, oltre ai 700 milioni di euro già allocati a budget. Inoltre, hanno stanziato 2 miliardi per la trasformazione dell'industria automotive, e 1 miliardo per lo sviluppo dell'infrastruttura di ricarica pubblica, a cui si aggiungevano già 1,5 miliardi di euro nel budget nazionale. Nel Pnrr tedesco troviamo 800 milioni per lo sviluppo e la ricerca in tema di mobilità elettrica e 300 milioni di euro di riduzione di tasse a favore delle auto "a zero emissioni. Parliamo di un mercato, quello tedesco, in cui la penetrazione dell'elettrico è 5 volte superiore rispetto a quello nostro, e ciò nonostante ancora supportato dal Governo con incentivi strutturali".

"Il sostegno alla domanda - conclude Marcozzi - non deve essere inteso come una regalia, ma come un sostegno all'industria nazionale dell'automotive". (ANSA).

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