Il volo di Durogati: 'La Urus può andare ovunque, come me'

Campione parapendio e sport estremi sul Super Suv Lamborghini

Redazione ANSA TAORMINA

 La sua missione è aprire nuove strade nell'inesplorato. La via preferita è l'aria, ma si trova bene anche sulla terra, la roccia, la neve, il ghiaccio. Aaron Durogati, 35 anni da Merano, due volte campione del mondo di parapendio, è atleta 'multisport', ama discipline estreme e combinarle tra loro: volo, corsa in montagna, sci ripido, arrampicata su ghiaccio. Il suo primo approccio con Lamborghini Urus è stato per una clip girata sull'Etna a settembre 2020: mentre il pilota Max Venturi guidava il super suv tra asfalto e sterrati, Aaron gli volava sopra, di fianco, davanti, quasi la sfiorava, una spettacolare combinazione tra uomo e motori che per vocazione guardano sempre avanti, all'avventura che si potrà compiere domani

Lamborghini Urus alla prova dell'Etna


    Dalla Sicilia, dove è tornato per accompagnare dall'alto l'Esperienza Dinamica Terra di Lamborghini con i suoi voli, il pilota altoatesino racconta la sua esperienza con Urus: "Non ero un appassionato di auto, non avevo mai avuto l'occasione o l'interesse per sperimentare qualcosa del genere. L'ho guidata per la prima volta qui sull'Etna ed è stato emozionate. Ho provato divertimento e forza controllata. Amo la velocità e Urus mi ha faceva giocare nel modo in cui mi piace giocare, sono sceso con un sorriso".
    Quest'anno Urus lo ha seguito nella preparazione del Red Bull X-Alps, la gara d'avventura dove si camminava o si passava in parapendio da Salisburgo al Monte Bianco, andata e ritorno. "Era equipaggiato con Urus il mio team di supporto", spiega Durogati.
    Poi c'è un progetto di un film sportivo legato allo sci ripido nell'area del Bernina, dove Durogati ha da poco aperto due strade, "due linee iconiche" tra neve e pareti. A Livigno ha potuto testare il suv Lamborghini anche su strade innevate, "ma solo per piccoli tratti".
    E' un incontro tra grandi versatilità. Anche Aaron, come Urus, cambia modalità con rapidità, a seconda della superficie.
    "Nelle montagne di casa mia - racconta - ho trovato volando questa parete molto estetica, mai sciata perché dopo 500 metri di dislivello di sci ripido andava a finire su un salto di roccia di 150 metri. Lì un normale sciatore si ferma. Io l'ho combinata con il volo: sciati i primi 500 metri sono arrivato al balzo e avevo con me un parapendio piccolo leggero, da montagna.
    Ho potuto decollare e atterrare alla base della parete di roccia".

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