Covid, record di morti in 24 ore, 434.Sono 228.179 i casi, il record della quarta ondata. Sileri: 'Toccato il picco'

Il tasso di positività è al 15,5%. Effettuati 1.481.349 tamponi. +160 ricoveri ordinari. Agenas, l'occupazione dei reparti sale in 14 regioni, 42% in Calabria. Lopalco: 'Il peggio è alle spalle'

Redazione ANSA ROMA

Sono 228.179 i nuovi contagi da Covid nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri erano stati 83.403. Le vittime sono invece 434 mentre ieri erano state 287. Era dal 14 aprile 2021 che non si registravano così tante vittime: furono 469 e due giorni dopo 429. Gli oltre 228mila casi registrati nelle ultime 24 ore sono rappresentano invece il record nella quarta ondata e quindi di sempre. Secondo il bollettino del ministero della Salute, sono 2.562.156 gli attualmente positivi al Covid in Italia, con un incremento di 6.878 nelle ultime 24 ore. Dall'inizio della pandemia i casi totali sono 9.018.425 mentre i morti sono 141.825. I dimessi e i guariti sono invece 6.314.444, con un incremento di 220.811 rispetto a ieri.

Sono 1.481.349 i tamponi molecolari e antigenici per il coronavirus effettuati nelle ultime 24 ore in Italia, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri erano stati 541.298. Il tasso di positività è al 15,4%, esattamente come ieri. Sono 1.715 i pazienti in terapia intensiva, 2 in meno nel saldo tra entrate e uscite. Gli ingressi giornalieri sono 150. I ricoverati con sintomi nei reparti ordinari sono 19.448, ovvero 160 in più rispetto a ieri.

Tuttavia saranno i dati dei prossimi giorni a fornire un quadro più preciso della situazione dell'epidemia, osservano gli esperti. Sul raffreddamento della curva dei contagi bisognerà aspettare gli effetti quantitativi (ritardati) delle attività correlate ai saldi e della riapertura delle scuole, come sottolinea l'analisi del matematico Giovanni Sebastiani, dell'Istituto per le Applicazioni del Calcolo M.Picone, del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr). Una conferma indiretta della probabile inversione di tendenza arriva dal Piemonte, dove per la prima volta dopo 115 giorni la presenza di Covid cala nelle acque reflue. Le analisi di Arpa (Agenzia regionale per la protezione ambientali) indicano un trend in discesa sia nel depuratore di Torino che in quelli degli altri tre quadranti, Novara, Cuneo e Alessandria. La variante principale si conferma Omicron. Secondo l'epidemiologo Pier Luigi Lopalco "abbiamo raggiunto il picco della pandemia dopo la Befana, ne stiamo uscendo, lo penso proprio. E il mese prossimo questa situazione non ci sarà più". " Non voglio fare previsioni troppo ottimistiche - ha aggiunto - ma credo che in primavera potremo fare i conti con una situazione nuova, con la popolazione in gran parte vaccinata oppure entrata in contatto col virus". Dello stesso avvisto il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri secondo il quale " versosimilmente abbiamo toccato il picco e assisteremo a breve ad una decrescita dei casi che potrebbe portare ad una nuova modifica delle misure per allentare la presa".

I dati di Agenas intanto mostrano che al 17 gennaio la percentuale di posti occupati da pazienti Covid nei reparti di area medica è salita in 14 regioni: Abruzzo (30%), Calabria (42%), Friuli (31%), Lazio (28%), Liguria (40%), Lombardia (35%), Marche (28%), Molise (14%), Bolzano (19%), Trento (26%), Puglia (22%), Sicilia (36%), Toscana (26%) e Veneto (26%). E' invece in calo in Val d'Aosta (con -17% torna al 52%) e Basilicata (25%). Stabile in Campania (29%), Emilia Romagna (27%), Piemonte (30%), Sardegna (15%), Umbria (33%). Superano quindi il 30%: Calabria, Friuli, Liguria, Lombardia, Sicilia, Val d'Aosta, Umbria.

Sette regioni sono oltre la soglia del 20% (Friuli, Lazio, Marche, Trento, Toscana, Piemonte, Valle d'Aosta).

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