Il Tour de France a Copenaghen

10 curiosità sui danesi e la bicicletta

(di Ida Bini) COPENAGHEN

Grande fermento a Copenaghen per la partenza del Tour de France, la prestigiosa gara ciclistica francese che quest'anno prende il via dal primo luglio dalla capitale danese e si conclude il 24 sugli Champs Élysées di Parigi. La prima tappa consente di ammirare il castello di Amalienborg, la Sirenetta, i parchi, le bellissime piazze e il lungomare della capitale. La seconda tappa inizia di fronte alla cattedrale di Roskilde, prosegue verso il ponte del Grande Belt e arriva a Nyborg; la terza tappa in territorio danese, infine, affronta le impegnative colline di Vejle e prosegue verso le storiche pietre runiche di Jelling, sito Unesco di Christiansfeld, prima dello sprint finale verso il traguardo di S›nderborg.
    La grande corsa ciclistica francese non poteva che partire dalla città tra le più bike friendly al mondo: a Copenaghen, infatti, le biciclette superano le automobili di oltre 5 a 1 e il 42 percento di tutti gli spostamenti verso i luoghi di lavoro e a scuola avviene in bicicletta lungo gli oltre 386 chilometri di piste ciclabili. I numeri sono sorprendenti anche in tutto il Paese: 9 danesi su 10 possiedono una bicicletta e possono pedalare lungo i circa 12mila chilometri di piste e percorsi per le due ruote. Il ponte di Dronning Louise è uno dei tratti ciclabili più trafficati della Danimarca, con oltre 40mila ciclisti al giorno.
    Negli ultimi 10 anni Copenaghen ha investito 200 milioni di euro in infrastrutture ciclabili che permettono loro di coprire ogni settimana circa 1 milione e 440mila chilometri, che curiosamente corrispondono a 400 edizioni del Tour de France.
    Tante sono le curiosità legate al mondo della bicicletta, dal cuoco sulle due ruote alla scuola guida per bambini fino ai funerali in bici.
    I danesi vanno in bicicletta ovunque, anche in ospedale per partorire: le infrastrutture ciclistiche sono così sicure e ben sviluppate che spesso è più veloce arrivare a destinazione in bicicletta che in automobile. Ecco perché non è insolito vedere un neonato che gira per la città davanti o dietro alla mamma in una cargo bike.
    La Danimarca è così orientata verso le due ruote che offre persino parchi giochi per biciclette dove i bambini possono giocare su strade vuote, allestite con semafori e arredi urbani in modo che possano imparare a muoversi sulle piste ciclabili lungo le strade della città in un ambiente divertente. Il Traffic Playground di Fælledparken, a Copenaghen, è uno dei più famosi.
    Anche durante le gare ciclistiche in città come quelle del Tour de France i ciclisti possono pedalare tranquillamente lungo la diffusa rete di piste ciclabili. Le due ruote possono anche essere provate prima dell'acquisto: a Odensee, per esempio, i cittadini possono provare cargo bike e biciclette elettriche e scegliere comodamente quelle più adatte a loro. Ad Aarhus, invece, un progetto di mobilità intelligente offre biciclette pieghevoli per pendolari, bici leggere ed elettriche per una settimana di prova gratuita prima di acquistarle.
    Il progetto danese "Cycling without age" propone di avvicinare le persone anziane alla gioia di andare in bicicletta: comode cargo bike dalla capote rossa portano gli ospiti delle case di riposo a fare escursioni all'aria aperta. Il progetto aiuta oltre 30mila persone ogni anno e, in occasione del Tour de France, accompagna i passeggeri della terza età su alcune parti del percorso del Tour, tra cui un giro sul ponte di Storebælt.
    Un'altra curiosità tutta danese è lo chef sulle due ruote: "Cykelkokken" è il cuoco ciclista che gira per Copenaghen con una bicicletta che ha la funzione di ristorante. L'esperienza bike cook unisce un tour urbano in bicicletta a soste regolari in cui lo chef Morten Kruger Wulff apre la sua cargo bike e su un'area di cottura portatile prepara deliziosi piatti danesi.
    A Copenaghen esiste anche un servizio di funerali sulle due ruote: Sille Kongstad è un'impresa funebre che trasporta le bare con una bicicletta da carico personalizzata.
    Il primo o il quindici del mese non è insolito vedere giovani danesi che traslocano in bicicletta. In realtà sulle due ruote i danesi trasportano di tutto, persino gli abeti durante il periodo natalizio.
    L'attenzione al ciclista in Danimarca è così rilevante che è nata l'architettura della bicicletta che si riferisce alla progettazione urbana. Ecco che ai lati delle piste ciclabili vengono posizionati bidoni angolati che si adattano ai ciclisti di passaggio; ma ci sono anche i ponti specializzati per le biciclette che le sottraggono alle strade trafficate e offrono percorsi più rapidi, semafori temporizzati per far passare i ciclisti per primi e, naturalmente, piste ciclabili separate dalle strade principali. In molte città vengono installati dei contatori di biciclette che indicano il numero di ciclisti che transitano su ogni strada nell'arco della giornata.
    Per chi vuole approfondire il mondo delle due ruote c'è persino l'Ambasciata del ciclismo che incoraggia l'uso della bicicletta in tutto il mondo, condividendo le sue decennali conoscenze e competenze in materia e promuovendo la bicicletta come mezzo di trasporto.
    Per maggiori informazioni: .visitdenmark.com (ANSA).
   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA
Modifica consenso Cookie