Civiltà Cattolica, rilancio post-Covid porti a una 'scuola aperta'

"Più connessione tra scuola e lavoro ed educazione e democrazia"

    "Nella speranza che si avvii il processo di riforma, c'è anche una mentalità su cui lavorare perché il sistema di istruzione riacquisti credibilità e rispetto: la scuola aperta a tutti è una comunità educante nella quale i bambini, gli adolescenti e i giovani sono i protagonisti". Il nuovo numero di Civiltà Cattolica, il quaderno 4012 in uscita sabato 15 maggio, si apre con un editoriale dedicato al futuro della scuola nel post-Covid, dal titolo "Cambierà passo il mondo dell'istruzione?".

    L'analisi della rivista dei Gesuiti parte dal fatto che si preannunciano una serie di interventi sulla scuola che guardano a una ambiziosa riforma di sistema. È previsto un piano-ponte che include anche la discussa "scuola per l'estate", ma soprattutto il Piano nazionale di ripresa e resilienza: circa 32 miliardi per rinnovare tutto il sistema di istruzione. Secondo Civiltà Cattolica, la vita durante la pandemia ci ha presentato alcune delle fragilità del sistema, ma queste appaiono in fondo solo come la punta dell'iceberg.

    L'attuale sistema scolastico sembra essere disarmato di fronte alle disuguaglianze, segnalate dai dati su abbandono scolastico, dispersione e mobilità sociale; in secondo luogo, c'è la questione dell'inadeguatezza delle strutture. Ci si augura quindi che il piano di rilancio porti "verso una scuola aperta", che generi connessione con il mondo del lavoro, ma anche "tra educazione e democrazia".

    "Innanzitutto - si legge nell'editoriale -, se si vorranno innestare cambiamenti che promuovano la crescita e la maturazione delle giovani generazioni, sarà importante tenere sempre presente un doppio obiettivo formativo: la connessione tra mondo del lavoro e mondo della scuola, proponendo da subito la necessità di una formazione che accompagni l'intero arco della vita; e la connessione tra educazione e democrazia, perché senza la capacità di tutelare la responsabilità di una cittadinanza attiva si tende a indebolire il tessuto della nostra società".

    Inoltre, "sarà essenziale promuovere l'idea di 'educazione della comunità', dove la scuola è un soggetto - il soggetto principale - all'interno di una rete di attori protagonisti: le famiglie, il mondo culturale, sportivo, economico, ecclesiale e sociale". "All'interno di questa comunità - conclude Civiltà Cattolica - si può costruire un progetto educativo capace di ridurre le disuguaglianze e di promuovere la mobilità sociale".

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