Covid: card.Bassetti, troppa disinformazione nella sofferenza

Messa per i giornalisti nella Giornata delle comunicazioni sociali

    "In questo tempo così incerto vi auguro di essere cercatori di verità e non amplificatori di notizie dannose o che non costruiscono il bene comune. Fa tanto male vedere come, anche nella sofferenza, ci sia disinformazione". Così il card. Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, nella messa celebrata per i giornalisti nella Basilica di Santa Maria in Montesanto a Roma in occasione della Giornata mondiale per le comunicazioni sociali. "Il vero comunicatore, invece - ha detto -, è colui che riesce a mettere il mondo in comune, a costruire ponti di comprensione, a promuovere la pace attraverso la narrazione. E oggi ne abbiamo bisogno".

    Riprendendo quanto scritto dal Papa nel Messaggio per questa Giornata mondiale delle comunicazioni sociali ("questo bellissimo testo, che vi suggerisco di leggere con attenzione", il card. Bassetti ha ricordato che "per poter raccontare la verità della vita è necessario uscire dalla comoda presunzione del 'già saputo' e mettersi in movimento, andare a vedere, stare con le persone, ascoltarle, raccogliere le suggestioni della realtà, che sempre ci sorprenderà in qualche suo aspetto".

    "Ecco: stare con le persone, ascoltandole, comprendendo le loro preoccupazioni, e solo così (...) raccontare", ha esortato. "Non si può parlare di quello che non si conosce, senza - scrive ancora efficacemente Francesco - 'consumare le suole delle scarpe', cioè, 'senza incontrare persone per cercare storie o verificare de visu certe situazioni'". "Carissimi fratelli e sorelle impegnati nel mondo delle comunicazioni sociali - ha proseguito il presidente della Cei -, sapete bene che questo tempo del quale parlate, scrivete, raccontate, è un tempo prezioso ma difficile. Sapete anche che una frase che voi dite (o non dite) può influenzare milioni di persone (come, per esempio, può accadere descrivendo gli effetti di un vaccino, o parlando in un certo modo di un avvenimento...)".

    "A voi è chiesto di fare cultura, di aiutare gli uomini e le donne a cui vi rivolgete a vivere in questa società con impegno, coraggio, facendo conoscere loro la verità - ha sottolineato -. Per sei volte, nel suo messaggio, papa Francesco usa la parola 'verità'! Voi, infatti, siete chiamati non a raccontare cose false, ma a narrare 'la verità della vita', e questo è un impegno grande e un dono per tutti".

    "Ci domandiamo dunque: qual è l'informazione che voglio promuovere? Sono pronto ad aprirmi veramente all'altro e ad accoglierlo per quello che è? Sono domande che possono sostenere l'impegno a 'comunicare incontrando le persone come e dove sono'", ha detto il porporato.

    Bassetti ha voluto infine rivolgere ai giornalisti "un grande ringraziamento per come mi siete stati vicini durante la malattia". "Lasciando lo scorso 3 dicembre il Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma, ho scritto un messaggio che oggi rinnovo con gratitudine: 'Mi sono sentito custodito da fratelli e sorelle, che erano attente alla mia persona prima ancora che al mio ruolo, che hanno raccontato un uomo malato prima ancora che la malattia di un cardinale. Grazie a questa vostra attenzione ho sentito vicina la presenza di tanti che hanno pregato per me'. Grazie!", ha aggiunto il presidente della Cei.

    "Mentre vi formulo i miei più sentiti auguri, in questa occasione così speciale dedicata a voi, invoco su di voi - a nome di tutti i Vescovi della Chiesa italiana - il dono dello 'Spirito della verità'", ha concluso.

    A margine della celebrazione, rispondendo ai giornalisti, il card. Bassetti ha spiegato che la Chiesa italiana avvierà, a partire dall'assemblea della Cei del 24-27 maggio, "un percorso sinodale che comincia dal basso. C'è un 'canovaccio', lo abbiamo visto con il Santo Padre, ora dobbiamo vederlo con l'assemblea dei vescovi". Il presidente della Cei ha sottolineato che il Sinodo italiano nasce dalla sollecitazione del Pontefice che chiede "una Chiesa in uscita". "E se c'era bisogno prima, come chiedeva il Papa da tempo, ora, dopo questa pandemia, ce ne è ancora più bisogno", ha detto.

    Parlando quindi del Ddl Zan contro l'omotransfobia, il card. Bassetti ha affermato che "la legge potrebbe essere fatta meglio", "andrebbe corretta più che affossata", "dovrebbe essere chiara in tutti i suoi aspetti senza sottintesi". "Noi siamo per la difesa e la dignità di tutti, di qualunque uomo o donna - ha precisato -, bisogna difendere sempre i diritti della persona".

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