Oltretevere

Papa: esalta gesto Guardiola, anche in sconfitta c'è vittoria

Francesco loda allenatore Manchester City per suo bacio medaglia

    Al termine del suo discorso nell'udienza alla Federazione Italiana Pallacanestro, papa Francesco - non citandolo espressamente - ha ampiamente lodato oggi il gesto del tecnico del Manchester City, Pep Guardiola, che ha baciato la medaglia ricevuta dopo la sconfitta della sua squadra nella finale di Champions League con il Chelsea.

    "Qui io vorrei sottolineare l'atteggiamento davanti alla sconfitta - ha detto il Pontefice parlando 'a braccio' -. Mi hanno raccontato che, uno di questi giorni, non so dove, c'è stato un vincitore e uno che è arrivato secondo, che non ce l'ha fatta. E quello che è arrivato secondo ha baciato la medaglia".

    "Di solito, quando si arriva secondo, c'è il muso così, siamo tristi, e anche non dico che si butta la medaglia, ma avremmo la voglia di farlo. Questo ha baciato la medaglia", ha sottolineato.

    "Questo ci insegna - ha proseguito il Pontefice - che anche nella sconfitta ci può essere una vittoria: prendere con maturità le sconfitte, perché questo ti fa crescere. Ti fa capire che nella vita non sempre tutto è dolce, non sempre tutto è vincere, delle volte si fa questa esperienza della sconfitta".

    "E quando uno sportivo, una sportiva, sa vincere la sconfitta così, con dignità, con umanità, col cuore grande - ha concluso -, questo è una vera onorificenza, una vera vittoria umana".

    Del gesto di Guardiola aveva parlato ieri anche il direttore dell'Osservatore Romano, Andrea Monda, che proprio stamane, subito prima della Federbasket, è stato ricevuto in udienza dal Papa.

    "Il gesto di Guardiola, l'allenatore che bacia la medaglia dello sconfitto, è un gesto al tempo stesso trasgressivo e saggio", aveva detto Monda in un'intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000, commentando la finale di Champions League tra Manchester City e Chelsea.

    "È trasgressivo - ha spiegato - perché il mondo di oggi sembra intriso di una competitività assoluta, convulsa, rabbiosa ma è saggio perché ci ricorda qualcosa di più bello di questa rabbia e competitività. Ci ricorda che nella sconfitta spesso c'è più fecondità e ricchezza rispetto alla vittoria".

    "Lo ha detto di recente Papa Francesco con una battuta - ha ricordato Monda a Tv2000 - 'Chi vince spesso non sa quello che si perde'. Questo è vero perché chi vince viene investito da un delirio di onnipotenza, invece per chi perde può diventare un momento fecondo di crescita. Lo sappiamo tutti, anche gli antichi, non a caso l'Iliade inizia con l'ira di Achille ma finisce con i funerali di Ettore, il vero protagonista del grande poema omerico".

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