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COMUNICATO STAMPA - Responsabilità editoriale IMG SOLUTION SRL

Le Società Benefit: il modo etico di fare impresa

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Oggi, in Italia, l’imprenditoria è più malconcia che mai. A sancirlo è la classifica creata da Gem, Global Entrepreneurship Monitor, la quale, da quasi vent’anni, si impegna a fotografare lo stato di salute dello spirito imprenditoriale delle economie mondiali. L’Italia, secondo i dati del 2018, chiuderebbe addirittura al 51° posto, davanti soltanto agli ultimi tre dei 54 paesi analizzati. I dati lasciano emergere qualcosa di piuttosto noto, ovvero la difficoltà di fare impresa nel nostro paese. Ma cos’è che frena gli italiani, giovani e non, a raccogliere questa sfida e a credere nel proprio spirito di imprenditorialità?

Se da una parte la burocrazia spaventa, come lo fa il rischio imprenditoriale e la complessità delle varie forme giuridiche, è anche vero che, ormai da lungo tempo, mancano figure di rilievo che permettano alle nuove generazione di capire non soltanto come fare imprenditoria, ma come farla al meglio, pensando non soltanto alle proprie tasche ma al bene della collettività. Mancano figure positive che sappiano insegnare e aiutare a far crescere.

Eppure, la storia italiana è stata contrassegnata da imprenditori d’eccellenza che hanno saputo rivoluzionare il mercato e l’industria e creare valore aggiunto. Pensiamo ad Adriano Olivetti, ad esempio, fondatore della prima fabbrica italiana di macchine per scrivere e grande innovatore. Uomo dalla caratura morale invidiabile, Olivetti ha dato forma a una nuova visione della vita di fabbrica, più attenta ai diritti degli operai e al benessere della comunità. Ed è proprio quest’ultimo concetto ad essere preziosissimo.

«La fabbrica non può guardare solo all’indice dei profitti. Deve distribuire ricchezza, cultura, servizi, democrazia. Io penso la fabbrica per l’uomo, non l’uomo per la fabbrica, giusto? (…) In fabbrica si tengono continuamente concerti, mostre, dibattiti. La biblioteca ha decine di migliaia di volumi e riviste di tutto il mondo. Alla Olivetti lavorano intellettuali, scrittori, artisti, alcuni con ruoli di vertice. La cultura qui ha molto valore».

Parole come queste ci sembrano oggi molto distanti, utopistiche quasi. Quella di oggi è una società profondamente individualista, incentrata sull’io e sul profitto a discapito dell’altro. Ma non è così per tutti. Ci sono segnali luminosi di speranza e tanti imprenditori che hanno deciso di dare una svolta alle proprie aziende, non limitandosi più a creare ricchezze ma bensì benessere da elargire alla comunità e alle generazioni che verranno.

Le società benefit rappresentano un nuovo modo di fare impresa

Il caso di Olivetti rappresenta forse il primo esempio di società benefit al mondo, benché ancora questa non esistesse. Ma cosa significa questo termine? A raccontarci nel dettaglio come funzionano le SB sono Eros e Flavia, fondatori di Amajor, una delle prime società benefit di consulenza aziendale fondata sull’empowerment delle persone.

«Abbiamo scelto di essere una Società Benefit proprio perché il nostro sogno è creare un mondo migliore grazie alle imprese, in cui le persone stiano meglio e la società stia bene» è quanto ci hanno raccontato per spiegarci per quale ragione, fra le tante forme giuridiche esistenti, abbiano scelto proprio la SB. Questa, infatti, non ha nulla a che vedere con le forme più note, come la S.S, S.A.S, la S.R.L e la S.P.A. Diversamente da una SB, tutte le altre forme si basano sull’aspetto economico dell’impresa, nulla più.

Come racconta Eros: «Una Società Benefit si pone come obiettivo quello del beneficio condiviso sociale. L’importante, per noi, è quello di riuscire ad avere un impatto positivo sulla società. Vogliamo aiutare gli altri e creare un aiuto concreto». Questo, in Amajor, è ottenuto proprio attraverso le aziende, che aiutano a crescere e a svilupparsi. Affiancando gli imprenditori, li aiutano a realizzare il proprio sogno partendo dai valori che condividono. Quello che i fondatori della società vogliono ottenere è migliorare il mondo imprenditoriale e guidare la società verso una crescita positiva e, per poterlo fare, hanno individuato in questa specifica forma giuridica il mezzo più efficace e adatto a loro.

Ma perché scegliere una società benefit?

Prima di capire la scelta etica e condivisibile che alcuni imprenditori italiani stanno facendo, bisogna comprendere con più attenzione la struttura di cui stiamo parlando.

Le società benefit nascono negli Stati Uniti come Benefit Corporation e hanno iniziato la loro diffusione a partire dallo Stato del Maryland nel 2010. L’Italia è il primo paese europeo ad aver adottato le società con scopo di beneficio comune e ad oggi si contano ben 926 società che hanno deciso di implementare questa forma giuridica. Molte di queste, tra l’altro, hanno deciso di cambiare forma proprio nell’anno del covid-19, come segnala anche IlSole24Ore.

Con SB si intende una forma giuridica introdotta nella Legge di Stabilità del 2016 e che definisce le aziende che: «nell’esercizio di un'attività economica, oltre allo scopo di dividerne gli utili, perseguono una o più finalità di beneficio comune e operano in modo responsabile, sostenibile e trasparente nei confronti di persone, comunità, territori e ambiente, beni e attività culturali e sociali, enti e associazioni e altri portatori di interesse».

Questo significa che le società benefit devono essere in grado di bilanciare l’interesse degli azionisti con l’interesse collettivo, con una maggiore responsabilità, impegno e trasparenza da parte della leadership societaria. Infatti, è prevista la nomina di un responsabile interno e la redazione di una relazione d’impatto annuale, nella quale sono contenute le azioni intraprese dalla società per l’interesse della collettività e gli impegni previsti per il futuro.

Differenze tra Società Benefit e B-Corp

Forse a causa dell’ancora scarsa conoscenza di questa forma giuridica, spesso si confondono le SB con le B Corp, termine che viene erroneamente utilizzato come sinonimo. Queste due realtà, infatti, rappresentano due entità ben distinte. La prima è una forma giuridica legalmente riconosciuta mentre la seconda è una certificazione rilasciata da B Lab attraverso la misurazione di alcune performance che permettono di verificare se e quanto un’azienda stia ponendo attenzione al proprio impatto economico, sociale e ambientale.

Le caratteristiche di una società benefit

Le società benefit in Italia hanno una caratteristica ben precisa: da un lato lo scopo di lucro di generare utili da dividere tra gli azionisti, dall’altro lato lo scopo di beneficio comune per un impatto positivo sull’ambiente e sulla società civile.

L’impegno richiesto a una società benefit è più alto rispetto a una comune società di capitali, perché le azioni devono essere coerenti con lo scopo di sostenibilità assunto nello Statuto. Inoltre, è richiesta maggiore responsabilità e trasparenza nella gestione. Possono assumere la forma giuridica di società benefit tutte le società di capitali contenute nel Libro V del Codice civile, esclusa la società a responsabilità limitata semplificata, perché l’atto costitutivo di quest’ultima non prevede le modifiche.

Sono escluse le società cooperative sociali e le imprese sociali, perché sono senza scopo di lucro.

Come diventare una società benefit

Affinché una società di capitali esistente diventi una società benefit è necessario prevedere specifiche introduzioni nello Statuto societario, modificando l’atto con le clausole previste dalla normativa vigente in materia. Per le nuove società che vogliamo costituirsi come società benefit è necessario adottare uno statuto che tenga conto degli standard più elevati di scopo, responsabilità e trasparenza.

La relazione d’impatto annuale

La relazione d’impatto annuale è uno strumento attraverso il quale la società benefit misura il proprio impatto sociale, ambientale o di altro tipo e lo presenta ai consumatori e agli investitori in occasione della presentazione del bilancio.

Questo documento societario, garante della trasparenza aziendale, ha lo scopo di descrivere le azioni messe in campo per intervenire in favore di interessi collettivi, di valutare l’impatto societario e di comunicare i nuovi obiettivi per l’esercizio successivo.

È chiaro il vantaggio di una società benefit quando si guarda a questo strumento di controllo e di trasparenza. Le SB sono più responsabili, hanno un impatto più sostenibile e compiono azioni coerenti con quelli che sono i principi e gli impegni assunti all’atto di costituzione della società. D’altro canto, una società benefit che non fornisce la relazione d’impatto annuale, o che fornisce dati non veritieri, incorre in sanzioni e perde la sua credibilità e fiducia da parte del mercato.

Le SB, quindi, rappresentano il modo con cui vorremmo si facesse impresa in Italia. Guardando in avanti, guardando agli altri e al mondo che ci circonda. Non ci resta che sperare che tante altre aziende decidano di seguire la scelta di Amajor e di trasformarsi in Società Benefit.

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