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COMUNICATO STAMPA - Responsabilità editoriale Pagine Sì! SpA

Audiomedical, Pistoia: «Centralità del paziente: il ruolo fondamentale dell’audioprotesista»

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Dal 19 al 21 novembre si è svolto a Rimini il secondo Congresso Nazionale della Federazione nazionale dei Tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (FNO TSRM e PSTRP). L’evento è stato l’occasione per fare il punto sulla realtà di queste figure professionali rilevando il loro valore in seno al sistema sanitario nazionale.

«Da questo congresso si è riaffermato il ruolo fondamentale di questi professionisti e si è evidenziata la centralità del paziente: due dati che riguardano anche l’attività di noi audioprotesisti e la presa in carico del problema che deve essere prioritaria rispetto all’apparecchio acustico», esordisce il Dott. Gilberto Ballerini, titolare di Audiomedical di Pistoia, che vanta un’esperienza quarantennale nel settore dell’applicazione e dell’adattamento delle protesi acustiche.

Proprio nell’ambito dell’audioprotesi è emerso un elemento importante: se negli anni l’apparecchio acustico è diventato uno strumento sempre più risolutivo, grazie anche alla tecnologia applicata, l’intervento del tecnico audioprotesista ha assunto ancora più importanza diventando decisivo nel percorso riabilitativo del paziente.

«Non è raro che nel nostro campo – spiega Ballerini – le problematiche della persona passino in secondo piano rispetto alla protesi da adottare. Al contrario, credo fermamente che la nostra priorità sia l’individuo, con le sue difficoltà e i suoi bisogni: la persona deve ricoprire un ruolo centrale nel nostro operato. Oggi, infatti, è l’intervento del professionista competente e preparato a fare la vera differenza perché è lui che valuta il tipo di deficit e le esigenze della persona: solo allora sarà possibile scegliere l’apparecchio acustico e adattarlo al paziente».

Quindi, se da un lato l’evoluzione degli apparecchi acustici ha fatto passi da gigante, tanto da essere in grado di elaborare il suono con tecnologie sempre più sofisticate, dall’altro il ruolo dell’audioprotesista è diventato sempre più determinante: «La nostra esperienza ci offre finalmente l’opportunità di rimettere al centro la persona, consentendole anche di superare le reticenze riguardo l’utilizzo degli apparecchi acustici – conclude Ballerini-. Un tabu, quello della protesi, ancora duro a morire, che va contrastato magari uscendo da una certa logica “commerciale” che mira a risolvere il deficit uditivo esclusivamente con l’acquisto di uno strumento, senza considerare l’importanza di un percorso riabilitativo che consenta all’individuo di comunicare e di essere parte attiva di una comunità».

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