Press Release

COMUNICATO STAMPA - Responsabilità editoriale CONSIGLIO REGIONALE VENETO

CRV - Consiglio Veneto: approvata a maggioranza la PDA 48

che promuove il conflitto di attribuzione fra poteri dello Stato e poteri della Regione

CONSIGLIO REGIONALE VENETO

(Arv) Venezia 2 ago 2022 - Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato a maggioranza la Proposta di Deliberazione Amministrativa n. 48, d’iniziativa consiliare, “Promozione del conflitto d’attribuzione, ai sensi della L. n. 87/1953 ‘Norme sul funzionamento della Corte costituzionale’, nei confronti del Tribunale Amministrativo Veneto e, per esso, dello Stato”.

Il Comune di Rivoli Veronese, lamentando la propria esclusione dalla zona faunistica Alpi in seguito all’approvazione, con L.R. n. 2/2022, del Piano faunistico venatorio, ha promosso ricorso presso il TAR del Veneto contro la normativa regionale.

Il Tribunale Amministrativo Regionale ha accolto il ricorso e ha sospeso l’applicazione della Legge regionale, sollevando la questione di legittimità costituzionale. Con propria Ordinanza, ha ritenuto infatti sussistente la propria giurisdizione anche su legge regionale, disapplicando la L.R. 2/2022 e ordinando alla Regione di provvedere nei termini disposti.

Alla luce della decisione assunta dal TAR del Veneto, con questo provvedimento, già licenziato a maggioranza dalla Prima commissione, viene proposto il conflitto di attribuzione fra poteri dello Stato e poteri della Regione.

Il Relatore, nel suo intervento, ha spiegato che “il TAR del Veneto ha travalicato le proprie competenze, sospendendo non una Delibera ma una legge; il giudizio di legittimità sulle norme spetta, semmai, ai giudici costituzionali. L’obiettivo di questo provvedimento, al di là del ricorso del Comune di Rivoli Veronese, è garantire l’ordine costituzionale, preservando le attribuzioni che spettano alla Regione rispetto a quelle che sono in capo allo Stato. È giusto approvare la PDA e affidarsi al giudizio della Corte costituzionale”.

Il Correlatore ha invece sottolineato come “questo provvedimento rappresenta un unicum nel panorama giurisprudenziale”, e ha rimandato il giudizio “alla Corte costituzionale che potrà affermare un importante precedente giuridico su questo fronte”. “Tuttavia – ha concluso - credo che diverse regioni ricorrano con troppa disinvoltura allo strumento legislativo, per inibire i ricorsi che i provvedimenti amministrativi invece consentono”.

Per l’opposizione, il Piano faunistico venatorio avrebbe dovuto essere approvato con atto amministrativo e non con legge.

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