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Poesia: Aldo Nove, siamo impegnati a essere impegnati

Presenta ultimo libro, di sonetti, ironizza su declino culturale

(ANSA) - TRIESTE, 15 OTT - "Tutti noi non abbiamo mai tempo, ma per fare cosa? Siamo impegnati ad essere impegnati". Invece, "esperienza è ciò che ci consente di vivere qualcosa", ma stiamo vivendo "un momento storico che ci porta verso qualcosa che non sappiamo ancora cosa sia. Attendiamo l'arrivo di nuovi redentori". E' il pensiero del poeta Aldo Nove, sintetizzato nel suo ultimo libro, "Sonetti del giorno di quarzo" (Einaudi), che ha presentato questo pomeriggio al Circolo Adria.
    E contro un mondo così veloce e "meccanizzato, meccanicistico, in cui agiamo compulsivamente con la tecnica nel nostro quotidiano in una serie di situazioni accelerate ma umanamente svuotate di senso", Nove ha scelto di esprimere la sua poetica in sonetti, "la forma più antica" della poesia, la più tradizionale. Nel sonetto "c'è la storia millenaria, c'è tutto il mondo, è una architettura perfetta", ha spiegato in una presentazione dai toni ironici e autoironici, promossa da Francesco Magris, docente e amico di Nove, e in cui sono intervenute anche due autrici e critiche, Ilda Tripodi - per la quale "la poesia è la casa di Aldo Nove, il suo destino" - e Martina Delpiccolo, che, segnalando la forte critica ai tempi contemporanei sottolineati da Nove, lancia un messaggio di speranza: "Ho scoperto tanto amore in questi sonetti, anche se chi li scrive dice di non averne più di amore. Peggio di questo c'è solo il silenzio, e invece il poeta ha parlato".
    Per Nove questa "è un'era più buia del Medio Evo, è l'era più impoetica che sia mai esistita". (ANSA).
   

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