Cultura

Bob Geldof, 70 anni tra musica e impegno

Gli inizi con i Boomtown Rats, poi il ciclone Live Aid

Bob Geldof compie 70 anni martedì 5 ottobre e nessun ufficio stampa avrebbe mai potuto pubblicizzare meglio l'evento di quanto abbiano fatto Bono e The Edge con il video in cui gli dedicano "In My Life" dei Beatles. Al di là delle comuni origini irlandesi, i tre sono amici da una vita, ma quando gli U2 erano solo un gruppo di ragazzi in cerca di gloria Bob era in testa alla classifica del Regno Unito con "Rat Trap" e poi con "I don't Like Mondays" (una hit mondiale) con i suoi Boomtown Rats, la band che ai tempi del Punk ha aperto la strada del nuovo rock in Irlanda.

Da allora però la carriera musicale di Geldof non è andata molto più avanti e questo deragliamento lo ha sempre attribuito all'evento che lo ha trasformato in un'icona e che gli ha garantito un posto nei libri di storia: Live Aid, il più grande e famoso concerto benefico di sempre. Era il 1984 quando Midge Ure scriveva "Do They Know It's Christmas", un singolo interpretato da tutte le star del pop e del rock del Regno Unito i cui proventi erano destinati alle popolazioni dell'Africa. La "risposta" americana sarà "We Are The World". L'anno dopo Geldof e Ure organizzano Live Aid: il leader dei Boomtown Rats diventa, come dice lui stesso, "Saint Bob", una sorta di leader globale dell'impegno e della musica messa al servizio degli ideali che fa sembrare possibile anche cambiare la politica, ma che, in un vero e proprio cortocircuito esistenziale, non riesce più a trovare un pubblico per la sua musica.

Geldof è un uomo carismatico e colto, un conversatore inesauribile: negli ultimi trent'anni ha continuato a occuparsi dell'Africa, lavorando in un'organizzazione fondata con Bono, della riduzione del debito dei Paesi del Terzo Mondo, ha gestito fondi di investimento, fondato società nell'ambito dei diritti tv, scritto libri, ha sostenuto l'associazione per i diritti dei padri, ma quello che ha fatto musicalmente non è certo memorabile. Ha anche dovuto affrontare drammi personali: prima una dolorosissima separazione da sua moglie Paula Yates, star della tv inglese che lo lasciò per Michael Hutchence, il leader degli INXS che si suicidò dopo aver parlato a telefono sia con la Yates che con Geldof. Infine la morte per overdose di eroina di Paula Yates nel 2000 e poi della loro figlia Peaches nel 2014. Oggi mentre i suoi amici rockstar continuano a fare le rockstar, Bob Geldof continua ad essere "l'uomo di Live Aid": una celebrità carica di onori e onorificenze che ha perso la strada del rock'n'roll.

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