Economia

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Cambiamento climatico: l’importanza di essere azionisti attivi

L’Active Ownership è un pilastro dell’investimento sostenibile, e fa parte del DNA di Robeco da decenni. Una delle maggiori convinzioni di Robeco prevede che le pratiche di coinvolgimento (o “engagement”) con le aziende rappresentino lo strumento più efficace per perseguire un cambiamento effettivo. 

 

Ciò è altresì evidente nei sei programmi di engagement direttamente correlati al cambiamento climatico, con una crescente attenzione verso il fenomeno della decarbonizzazione.

Vediamo in dettaglio quali sono i temi che secondo gli specialisti del team di Active Ownership sono da affrontare con urgenza in questi anni.

 

 

1. Finanziamento della transizione

Il settore finanziario dovrebbe favorire la transizione energetica, piuttosto che penalizzarla. Per Robeco, le banche dovrebbero allineare le loro politiche creditizie agli obiettivi di riduzione del carbonio fissati dai governi, nel rispetto dell’Accordo di Parigi.

“Ci risulta che molte banche continuino a prestare denaro a società altamente inquinanti, senza esigere garanzie sulla riduzione delle emissioni di carbonio dei loro modelli di business,” afferma Peter van der Werf, senior engagement specialist del team Active Ownership. “Così facendo, non rispettano gli impegni assunti con l’Accordo di Parigi in termini di finanziamenti. Ci aspettiamo che il settore finanziario acquisisca maggiori informazioni sulle opportunità e i rischi climatici che rientrano sempre più nella sua sfera di competenza”.

 

2. Obiettivo puntato sulle aziende altamente inquinanti

L’altra via da percorrere consiste nel rivolgersi direttamente ai maggiori produttori di anidride carbonica. “In passato, abbiamo parlato con molte società della necessità di passare a modelli di business a bassa emissione di carbonio, ma per alcune la strada da percorrere è ancora lunga”, spiega Van der Werf.

 

3. Contrastare la perdita di biodiversità

Robeco è stato uno dei 26 istituti finanziari a sottoscrivere il Finance for Biodiversity Pledge. “Gli investitori sono esposti alla perdita di biodiversità soprattutto attraverso il cambiamento della destinazione d’uso dei terreni dovuto alla deforestazione, a sua volta causata dall’espansione agricola”, prosegue Van der Werf. “Vogliamo che le aziende alimentari in generale, effettuino una valutazione dell’impatto generato sulla biodiversità dalle rispettive attività e/o catene di fornitura. Esse devono sviluppare piani finalizzati a raggiungere il traguardo della deforestazione zero entro il 2023”.

 

4. Emissioni nette zero di anidride carbonica

Robeco si è impegnata ad azzerare le emissioni nette di gas serra nelle totalità delle sue masse in gestione entro il 2050. “Poiché il cambiamento climatico rappresenta una minaccia significativa per gli investimenti, gli investitori dovrebbero allineare i loro portafogli agli obiettivi dell’Accordo di Parigi”, sottolinea Van der Werf. “Le industrie chiave, come quella energetica e quella siderurgica devono essere decarbonizzate”.

 

5. Deforestazione delle piantagioni di olio di palma

“In passato abbiamo collaborato attivamente con le aziende produttrici di olio di palma, ma volevamo ulteriormente intensificare i nostri sforzi e garantire che le aziende del settore si impegnassero a produrre quest’olio in modo sostenibile”, continua Van der Werf. “Focalizzeremo la nostra attenzione su produttori e operatori economici in Malesia e Indonesia, per portarli in linea con gli standard della Tavola Rotonda sull’olio di palma sostenibile”.

 

 

6. Collaborazione in materia di cambiamento climatico

L’impegno di Robeco in attività di engagement e collaborazione a favore del cambiamento climatico è iniziato nel 2018, quando ha aderito all’iniziativa Climate Action 100+. In qualità di co-investitore leader, Robeco ha raggiunto importanti traguardi. “Ciò dimostra che l’impegno a fianco delle aziende in cui investiamo rappresenta un potente meccanismo e un fattore di differenziazione chiave nel realizzare un cambiamento, che aiuti a superare sfide globali come quella rappresentata dal cambiamento climatico”, conclude Van der Werf.

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