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Segre: 'all'esame anche mio nipote, ma ha scelto la musica'

'Bene le tracce della maturità nel giorno del sì al documento contro l'odio

"Quando ho fatto io l'esame di maturità, ero una ragazza molto strana, molto diversa dalle compagne di scuola e non sapevo ancora che la mia storia avrebbe avuto un lieto fine, che è stato l'amore. Quel giorno, quando sono uscita dalla prova di italiano, in realtà, non sapevo a chi dirlo. Oggi mio nipote Filippo ha fatto l'esame di maturità con la grandissima complicità e il grande amore che c'è tra noi e mi ha detto: nonna, non potevo fare il tema su di te, ho scelto la musica".

La senatrice a vita Liliana Segre non è affatto dispiaciuta delle scelte fatte da suo nipote, dopo che il ministero dell'Istruzione ha inserito anche un suo testo nelle tracce della prima prova della maturità.

Piuttosto è il contrario: al telefono con 'Pagine Ebraiche' esprime sorpresa e apprezzamento. Anche perché - dice poi ai cronisti - la scelta arriva proprio nel giorno in cui la Commmissione che porta il suo nome dà l'ok unanime al documento finale sull'indagine conoscitiva sulla natura, cause e sviluppi recenti del fenomeno dei discorsi d'odio: "la combinazione che nelle tracce della maturità ci sia la mia persona proprio oggi che è arrivato questo voto mi è sembrata vincente, visto che io combatto contro le ingiustizie in prima persona". Un'unanimità che non era scontata. "Ricordiamoci che fin dal primo giorno non è stata accolta all'unanimità, che nonostante l'obiettivo della Commissione fosse il contrasto all'istigazione all'odio molti hanno cercato di fare delle eccezioni. Poi però alla fine le conclusioni sono votate da tutti".

"Il titolo del libro scelto da ministero per la traccia, 'La sola colpa di essere nati', un saggio edito da Garzanti e firmato assieme al magistrato Gherardo Colombo, spiega la senatrice a Pagine Ebraiche "è lo svolgimento del mio pensiero, essendo stata vittima per la sola colpa di essere nata. Quello che non mi aspettavo è che diventasse una traccia della maturità". È un segnale importante, sottolinea dunque la senatrice a vita sopravvissuta ad Auschwitz, "sia per i ragazzi che ormai prendono tutte le loro notizie dai telefonini sia per i loro genitori, che al tempo della persecuzione non erano nati. E che spesso ignorano quanto accaduto". Poi la senatrice ritorna a parlare del nipote. "Tra i temi si trova il titolo inaspettato sulla nonna che ci ha messo tutta la vita a spiegare che si può essere uccisi per la sola colpa di essere nati".

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