Open Italia: Sonego si arrende, finale Djokovic-Nadal

Torinese da lunedì sarà terzo miglior italiano nel circuito ATP

In finale sarà ancora Djokovic contro Nadal, ma al termine della seconda semifinale di giornata agli Open d'Italia tutti gli applausi sono per Lorenzo Sonego, il torinese che ha conquistato il cuore di Roma diventando per tutti 'Lollo'. I 2415 spettatori del Centrale ci hanno creduto fino all'ultimo, soprattutto dopo quel secondo set lungo un'ora e 35 minuti in cui Lorenzo ha annullato anche due match point. E pensare che neanche a 500 metri da lì l'Olimpico deserto ospitava il derby. Nel Centrale, invece, c'era un clima che non si vedeva dal primo lockdown. D'altronde Sonego aveva abituati bene i suoi tifosi, anche se in un altro impianto (Grand Stand Arena). Prima Thiem e poi Rublev sono crollati sotto i suoi colpi. Non così il n.1 del mondo, che come Lorenzo al mattino aveva completato il match dei quarti, sospeso il giorno prima per pioggia. La sfida con Tsitsipas ha lasciato i segni nel corpo e nella testa di Djokovic che comunque ha messo fino al cammino nella Capitale di Sonego in tre set (6-3, 6-7, 6-2). Un'avventura comunque positiva e che gli permetterà di iniziare la prossima settimana come terzo miglior italiano in classifica (n.28 ATP), dietro Berrettini e Sinner, ma superando Fognini. Per vedere un azzurro trionfare a Roma, invece, servirà ancora tempo e per la prima volta in stagione un Master 1000 verrà vinto da Djokovic o Nadal alla loro sesta finale a Roma. Gli altri erano finiti nelle mani di Hurkacz, Tsitsipas e Zverev, creando apprensione nella vecchia guardia.

Nella città eterna, però, non potevano che tornare di moda i 'vecchietti' in attesa anche del ritorno in campo (previsto a Ginevra) di Roger Federer. Intanto domani, davanti al Sottosegretario allo Sport Valentina Vezzali e alla Sindaca di Roma Virginia Raggi, si affronteranno numero 1 e 3 del mondo. Il serbo ha vinto gli Internazionali 5 volte, mentre lo spagnolo cercherà di portarsi a casa la 'decima'. In semifinale non ha dato diritto di replica a Opelka, che fino alla gara con il maiorchino non aveva mai perso né un set né un turno di servizio. E' servito il n.3 del mondo per far crollare il gigante buono da 211 cm (il più alto del circuito) che ha comunque trovato le simpatie del pubblico romano. "Sapevo che la partita si sarebbe giocata tutta sul suo servizio" ha spiegato Nadal a fine partita che poi racconta anche l'emozione di essere nuovamente in finale a Roma a quindici anni di distanza dalla sua prima volta in un '1000'. "Quasi non ci posso credere, ma la vita mi ha regalato tanti bei momenti, su questo campo soprattutto" ha continuato il maiorchino che detiene ogni record sulla terra rossa con 61 titoli, due strisce record di 81 partite e 50 set vinti. Statistiche da capogiro di una leggenda del tennis che a Roma giocherà la sua dodicesima finale.

Su altri numeri viaggia Karolina Pliskova che comunque conquista la sua terza finale consecutiva al Foro Italico battendo la giovane Cori Gauff in due set. La tennista ceca si augura che l'epilogo possa essere simile a quello del 2019, anno che l'ha vista trionfare contro la Konta, piuttosto che a quello della scorsa stagione dove fu costretta al ritiro contro la Halep. Di fronte avrà la polacca Swiatek, già sicura del best ranking: sarà almeno n.12 a partire da lunedì, ma se vincesse il torneo planerebbe dritta dritta in top ten.

 

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