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Sfila Muusa tra kimono e fili d'argento

Collaborazione con Raphael Cattan che ha dipinto il lino

(ANSA) - ROMA, 14 LUG - Muusa, marchio umbro dei fratelli Luca e Monica Bertini, che ne è direttrice creativa, sfila sulla pedana di Altaroma, nel Guido Reni District, con una collezione sostenibile ispirata al Giappone. Freschi lini italiani e stampe artistiche, Jaipur, cashmere e un meraviglioso filo d'argento 99,9% dalle straordinarie proprietà curative, concorrono a creare uno stile minimalista, dove strutture geometriche interagiscono e formano multistrati. La sostenibilità è al centro della filosofia Muusa con filati pregiati e naturali certificati: creati in Umbria, cuore verde d'Italia e anima del cashmere, dalla passione per l'eccellenza. Volumi e stili di armonia orientale e la preziosità dei selezionati lini italiani, purissimo cashmere, Jaipur e argento 99,9 danno vita ad un prezioso viaggio sensoriale e stilistico. Muusa s'ispira alle antiche tradizioni e alle nuove tecnologie, con un filo ultrasottile in un bagno di argento puro 99,9%, per nuove forme di interpretazione avvolgenti, protettive e rigeneratrici unite dal silver-lining dell'eleganza funzionale e dalle incredibili qualità terapeutiche: evoluzione del benessere, elimina tossine, rigenera a livello cellulare, purifica ed é antibatterico, antimicrobico, antistatico ed isola da elettromagnetismo. In anteprima assoluta, il Kit Voyage Maya, in Jaipur e filo d'argento per riposare, rigenerarsi, risplendere; seconda pelle, leggera carezza per ogni clima. Sfila un modo avanzato di indossare lo stile che si muove con il corpo, senza costrizioni: la leggerezza oltre le stagioni, le tendenze, i generi. Forme e volumi di armonia zen ispirate alla danza. I Kimono eterei sono dipinti su lino in collaborazione con Raphael Cattan, artista italo-francese, che con le sue grafiche minimali interpreta la filosofia di Muusa con forza e delicatezza. Il Blu Guado è un pigmento vegetale naturale estratto dall'Isatis Tinctoria italiana. E' tra le più antiche e preziose tecniche di tintura tradizionali; i primi reperti risalgono al periodo neolitico, e nel 2500 A.C. gli Egizi usavano il Guado per tingere indumenti di uso quotidiano e celebrativo. (ANSA).
   

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